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Addio a Pioli, innamorato di Berceto

Addio a Pioli, innamorato di Berceto

26 Ottobre 2016, 11:17

BERCETO

Si è spento all'età di 91 anni Francesco Pioli, storico dipendente comunale e persona assai nota in paese. Ecco il ricordo del defunto del sindaco di Berceto Luigi Lucchi.

Il lutto, il dolore, è entrato negli uffici del Comune. E’ morto Francesco Pioli che per tanti anni è stato dipendente comunale nell’ufficio anagrafe. Ho ancora negli occhi la sua immagine, con Quiro Gasparini e Caminati dietro il bancone. Allora negli uffici pubblici si poteva fumare e le nuvole di fumo contribuivano a ingiallire i vecchi registri scritti rigorosamente a mano e in bella calligrafia. Ero un ragazzino e in Comune si andava anche con un certo timore ed era bello vedere la gentilezza di queste persone che si adoperavano per i loro concittadini. Come amministratore pubblico (dal 1985 al 1990) non ho avuto Pioli tra i dipendenti. Era in pensione. Classe 1925. Francesco Pioli lo ricordo anche con un grande grembiule intento ad aiutare la famiglia, depositaria delle ricette, irraggiungibili, per la mostarda e la spongata di Berceto. Il loro laboratorio era al piano terra dell’abitazione, in Piazza Barbuti.

Ero orgoglioso di vedere un prodotto confezionato, seppur artigianalmente, con il marchio di Berceto. Le spongate avevano un cartone con l’effige del Duomo e in bella evidenza Benvenuto Pioli (il padre di Francesco).

Mi sembrava di vivere in un grande paese i cui prodotti erano i più ambiti del mondo. Lo pensavo come bambino che fantasticava ma poi, dopo tanti anni, seppi che su tutte le migliori navi da crociera l’acqua San Moderanno era d’obbligo e le migliori gastronomie di Roma, Milano e Parma, si volevano accaparrare senza successo la spongata di Benvenuto e la mostarda. Avrebbero potuto fare una «fabbrica» ma la mentalità era quella di avere prodotti eccezionali e la paura era di ridurre, obbligatoriamente, la qualità. I prodotti. Il vecchio detto era: mostarda di Berceto e spongata di Corniglio ma chi assaggiava quella di Venuto sapeva che non era più vero. Con Venuto sia la mostarda che la spongata, più buone, in assoluto, erano le sue. Le ricette e le dosi sono state celate meglio che quelle della Coca Cola. Sono convinto che non tutti i parenti, che lavoravano nel laboratorio, per mesi e anni fossero a conoscenza dei diversi segreti.

Mi fa piacere immaginare che Benvenuto Pioli e la moglie Ermelinda Gattinesi, nottetempo, aggiungessero alcuni ingredienti con occhio guardingo come faceva Merlino per le pozioni magiche.

Ancora adesso, dopo oltre trenta anni che non si possono gustare i prodotti di Benvenuto, tutti i bercetesi, durante i pranzi di Natale, nelle loro famiglie, dicono la fatidica frase: «buona la spongata, buona la mostarda ma non è come quella di Venuto. Il ripieno è forse, addirittura più buono, ma la pasta non ha nulla a che fare con la loro».

Si potrebbe pensare che essendo ricordi di sapori dell’infanzia siano mitizzati e invece, per certo, le spongate e la mostarda di Venuto restano inimitabili.

Francesco, gentilissimo, mite, ai tanti interrogativi rispondeva ma nulla era possibile capire. Ha sposato Iride, una signora gentilissima di La Spezia, che ha vissuto con amore e trasporto nel nostro paese ritenendosi, da sempre, bercetese del sasso.

Anche questa coppia, come poche altre coppie, uscivano insieme, da sempre, a passeggiare per il paese.

Alle persone volevano bene e avevano, per tutti, un grande riguardo e sempre saluti calorosi che dimostravano il piacere d’incontrare persone. Hanno educato al rispetto anche l’unico figlio Maurizio che è stato, per anni, anche farmacista comunale a Berceto prima di trasferirsi a Parma.

Francesco e Iride, però, nonostante il richiamo dei nipoti, restavano a Berceto. Il loro paese. Dispiace per la morte di una persona. Dispiace che l’ultimo “rampollo” di una vecchia famiglia, con la sua morte, impoverisca tutta la comunità. Dispiace anche, e potrebbe sembrare una sciocchezza, perché toglie l’alibi, a tutti noi, di riuscire, un domani, in un paese che vuole vivere nel futuro, rinverdendo le proprie antiche e belle tradizioni, si potrebbe tornare a produrre con la preziosa ricetta di Benvenuto: mostarda e spongate.

Ammesso che Francesco lo conoscesse nella sua interezza il segreto si perde con lui.

Per esorcizzare un dolore che adesso accomuna l’intera Comunità si potrebbe dire che il Paradiso, da questo Natale, iniziando dal giorno di Santa Caterina (25 novembre), avrà profumi buonissimi. Buoni e fragranti profumi proprio come in piazza Barbuti e strada Romea quando Francesco usciva dal laboratorio, con il suo grembiulone, per portare tavolieri di spongate nel forno di Dolfo.

I funerali si svolgeranno oggi alle 15 nel Duomo di Berceto.

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