Luca Pelagatti
Era un semplice sacco pieno di vecchi capi di abbigliamento. Ma in questi giorni di stragi e bombe, di raffiche e follie terroristiche tutto può fare scattare un allarme. Soprattutto quando quel sacco abbandonato a terra si trova proprio davanti alla sede dell'Efsa di viale Piacenza. Un palazzo dove una bomba, poco tempo fa, l'hanno spedita per davvero. Così ieri pomeriggio è di nuovo scattato il dispositivo d'emergenza quando un passante che stava percorrendo la pista ciclabile ha visto quel pacco e ha pensato che potesse contenere dell'esplosivo. Immediatamente in viale Piacenza sono arrivati i i carabinieri che hanno con attenzione controllato l'involucro. Scoprendo appunto che non avrebbe in nessun modo provocare danni. Con ogni probabilità si trattava di un pacco perso da qualcuno che aveva percorso poco prima la ciclabile. E nel giro di poco tempo l'allarme è rientrato. D'altra parte la sede dell'Efsa rappresenta uno di quegli obiettivi sensibili per i quali da tempo è stata apprestata una particolare vigilanza. Ed infatti ad affiancare i carabinieri nell'intervento di ieri sono intervenuti i soldati in mimetica che prestano servizio di vigilanza all'Autority. Erano invece dovuti intervenire gli artificieri dell'Esercito lo scorso 7 giugno quando, durante le operazioni di controllo della posta in arrivo con i raggi X, era stata scoperta una busta sospetta. Che si è poi rivelata essere una trappola esplosiva. La bomba, in grado di ferire gravemente una persona se fosse esplosa durante l'apertura, è stata poi fatta brillare alle spalle del palazzo mentre due piani della struttura sono stati fatti evacuare. Sono ancora in corso le indagini da parte della Digos di Parma e della Procura di Bologna che da subito ha aperto un fascicolo per terrorismo ritenendo che i responsabili possano essere ricercati negli ambienti degli anarchici insurrezionalisti che già in passato hanno manifestato contro l'Efsa.
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