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Bambino nato senza gambe: manca l'ecografia morfologica

Bambino nato senza gambe: manca l'ecografia morfologica

08 Gennaio 2016, 03:56

Monica Tiezzi

Manca, nella cartella clinica del piccolo Bryan - il bimbo nato la notte di Natale all'ospedale Maggiore senza la gambe, una malformazione non diagnosticata durante la gravidanza - il referto cruciale, quello dell'ecografia morfologica da eseguire, come è prassi, intorno alla ventesima settimana di gestazione. L'esame più importante - spiegano gli specialisti - per scoprire anomalie del feto, e anche per permettere alla mamma di decidere se proseguire o meno la gravidanza.

È questo, per ora, uno dei punti certi dell'indagine congiunta fra Ausl e Azienda ospedaliero-universitaria per ricostruire il percorso della mamma e verificare cosa è andato storto. I genitori del piccolo - Monica, 34 anni, ed Hektor, di origini albanesi, che hanno già un bimbo di sette anni - si sono rivolti agli avvocati ferraresi Silvia Gamberoni ed Alessandro Falzoni per avviare una causa civile e chiedere il risarcimento danni. Lettere di diffida sono già partite nei confronti del medico convenzionato di Sala Baganza, specialista in ginecologia, al quale la donna si è rivolta in regime privato nei primi mesi di gravidanza, all'Ausl, nella cui Casa della Salute Parma centro è stata eseguita un'ecografia alla 32esima settimana di gestazione, e all'Azienda ospedaliero-universitaria, dove è avvenuto il parto. «Fino alla fine della gravidanza, tutti i controlli evidenziavano, secondo i medici, la buona salute del bambino. È chiarissimo che ci sono state gravi omissioni diagnostiche», dice l'avvocato Gamberoni.

La famiglia del piccolo (dimesso, con la mamma, il primo gennaio e, a parte il grosso handicap, in buona salute) è ancora sotto choc, riferiscono i legali.

«Dai primi esiti dell'indagine, che si avvarrà anche di una commissione con esperti esterni di ecografia ostetrico-ginecologica, risulta che tutta la gravidanza sia stata seguita fino all’ottavo mese in ambito privato e dunque non all’interno dei percorsi di sicurezza e garanzia del sistema sanitario pubblico o privato accreditato», spiegano in un comunicato i direttori generali dell'ospedale Maggiore, Massimo Fabi, e dell'Ausl Elena Saccenti. Che ribadiscono vicinanza alla famiglia e aggiungono: «Per ridurre al massimo ogni tipo di rischio nella gravidanza è fondamentale seguire i percorsi di presa in carico delle strutture pubbliche o dei centri privati accreditati: il sistema sanitario pubblico e privato accreditato forniscono maggiori garanzie di qualità e sicurezza per un evento così importante come la nascita».

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