Chiara Pozzati
Non solo le prodezze dietro al bancone. Ma anche talento, passione e sorriso di Carlo Famoso rimangono scolpiti nella memoria di Parma.
Se n’è andato la notte tra giovedì e venerdì il «signore dei cocktail volanti». Capace d’incantare sul lavoro e nella vita. A colpirlo un’emorragia cerebrale, che l’ha portato via a 38 anni. Oggi verrà allestita la camera ardente dell’Ospedale Maggiore dalle 11,30 alle 14. Il corteo funebre partirà poi alla volta della chiesa di Taneto di Gattatico, dove Carlo ha vissuto, e il funerale verrà celebrato alle 14,30.
«Abbiamo scelto di rispettare i suoi desideri e abbiamo acconsentito alla donazione degli organi». Un’altissima dignità trapela da ogni parola della moglie Maria, compagna di una vita e madre dei due figli di Carlo di 8 e 12 anni.
Carlo che ha portato a Parma il bartending – acrobazie con ghiaccio, bicchiere e shaker che schizzano sempre più in alto –, che credeva profondamente nella sua professione ed era capace di tramandarla «organizzando corsi di barman attraverso la Confesercenti».
Ma soprattutto era parte di quel popolo della notte che condivideva divertimento, leggerezza, sorrisi. Tanti, tantissimi lo ricordano dietro il bancone del «Caruso», braccio destro di Mattia Cassarà, al timone del locale. «Ma mio marito ha lavorato un po’ in tutte le discoteche di questa città – chiosa Maria -: all’Astrolabio (anche quando divenne Neroblanco), al Porfirio Rubirosa del Dadaumpa». Insomma era parte dei figli delle stelle che animavano la Parma by night dagli anni 2007 al 2010. Il 38enne nato a Palermo era approdato a Scandiano, nel reggiano, quand’era solo un bimbo:«Si trasferì con la famiglia, frequentò la scuola alberghiera e si specializzò nell’arte dei barman. Iniziò quest’avventura come un hobby, mantenendo il suo lavoro di operaio».
Un hobby impegnativo, visto che si allenava appena poteva, e che ben presto si trasformò in una professione vera e propria. «Ha partecipato e vinto numerosi campionati di flair bartending, sia in Italia che all’estero: a Roma, Firenze e Londra. Era innamorato della vita, amava il mare era un tifoso sfegatato della Juve, un passionario» spiega ancora la moglie. E fu proprio lui a organizzare quella giornata d’imprese con lo shaker al Caruso. Il concorso a cui parteciparono i principali barman del nord Italia. «Vorrei che ricordaste la profonda disponibilità, la passione e l’onestà di Carlo – racconta invece Cassarà -. Era un professionista, ma prima di tutto un uomo di grande spessore. Solare, affabile il capo barman del Caruso e un punto di riferimento». Un pezzo della storia di Parma che se ne va, lasciando però una traccia indelebile. Per chi ha vissuto gli anni d’oro del divertimento, per chi ha condiviso con lui tutta una vita.
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