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Condomini truffati, svuotati i conti di 78 famiglie

Condomini truffati, svuotati i conti di 78 famiglie

11 Marzo 2016, 04:11

Luca Pelagatti

Ormai non sembra più neppure un problema di denaro. Ma di giustizia. «Va bene, siamo stati imbrogliati, quasi certamente i nostri soldi non li vedremo più. Ma almeno c'è un modo per fermare questi amministratori disonesti?». Si scrive condominio, si legge fregatura. Dopo le denunce raccontate negli articoli dei mesi scorsi e la storia pubblicata ieri sulla palazzina di Baganzola, restata senz'acqua per colpa dell'amministratore che da anni non pagava le bollette, monta la marea di rabbia dei cittadini truffati. Che, dopo l'ennesima denuncia, sperano di vedere azioni concrete. «Ci hanno fatto sparire più di settantamila euro», racconta un residente del civico 7 di via Zanguidi. «A noi è andata peggio: il buco è di 150mila euro», spiega la padrona di un appartamento di via Torelli 55. «Beh, visto come stanno le cose sono fortunata: nel mio caso mancano solo i pagamenti all'impresa di pulizia, alcuni lavori di ripristino e l'assicurazione dell'immobile», rincara un'altra donna citando, con il magone, i debiti che incombono sul rifugio estivo di Tizzano. Città e provincia, grandi edifici e palazzine di pochi piani: cambia il contesto ma la morale è sempre la stessa. C'è chi ha pagato - i residenti - e chi quei soldi li ha fatti sparire - gli amministratori. Su tutti i beffati, poi, pende lo stesso rischio: pagare di nuovo. O restare al buio e al freddo. Mentre si scopre che il tesoretto scomparso lievita senza sosta.

«Nel nostro caso ci fidavamo e mai ci sarebbe venuto in mente di controllare l'operato dell'amministratore che conoscevamo da anni-, ammette con amarezza un residente di via Zanguidi. - Io ho 82 anni e so che nonostante la denuncia che abbiamo presentato le somme che ci sono state sottratte non riuscirò mai a riaverle. Non solo: dovrò pagare di nuovo. E questo brucia». Brucia per circa 3000 euro a condòmino: calcolando che gli appartamenti coinvolti sono trentadue il calcolo è presto fatto. «Ci siamo accorti che qualcosa non andava quando un'impresa che ha fatto dei lavori sull'immobile ci ha fatto scrivere dall'avvocato: reclamava le somme per gli interventi mai pagate». A quel punto i condomini hanno smesso di fidarsi e hanno voluto vederci più chiaro: è stata una brutta sorpresa dopo l'altra. «Dobbiamo cinque anni di manutenzione alla ditta che si occupa dell'ascensore e saldare nuovamente le spese per i lavori di isolamento. Mentre con l'Iren resta da quantificare il pregresso». Una voragine di debiti assolutamente simile a quella che si è allargata sotto un altro condominio di via Zarotto. Stesso amministratore e stessa procedura; da anni le rate venivano fatte sparire. E adesso tutto è in mano a chi sta indagando. «Anche nel nostro caso la vicenda è simile - spiega, a nome di quarantaquattro famiglie, la padrona di un appartamento in via Torelli. - Ci sono due differenze però: la prima è il nome dell'amministratore. E la seconda che a fare scoppiare il caso sono stati i solleciti di Iren. Fino ad allora erano sempre arrivati all'amministratore che, ben sapendo di non avere pagato, li faceva sparire. Ad agosto 2015 l'azienda li ha invece consegnati personalmente a noi. E siamo rimasti senza parole». Come è logico quando si scopre che occorre fare saltar fuori la somma di centocinquantamila euro. Tra l'altro in tempi brevi. «Abbiamo intenzione di chiedere a Iren una ratealizzazione. Noi abbiamo scoperto che l'amministratore aveva distratto le somme versate dopo parecchio tempo. Se ci avessero avvisato per tempo sarebbe stato diverso Almeno che adesso ci diano un po' di tempo per risolvere la situazione». Poi dopo una pausa lo sfogo più acido: «Durante le assemblee l'amministratore lo ripeteva con insistenza: “io vi farò risparmiare, affidandovi a me ci saranno grandi economie”. Inutile dire che adesso tutto suona come un'amara presa in giro».

Una sconfortante sensazione di abbandono che si ritrova nel racconto della vittima di un terzo amministratore: «Non so neppure io in che modo ma bisogna fare qualcosa. Bisogna ripulire la piazza da questi professionisti infedeli che con il loro operato danneggiano, è chiaro, anche i colleghi che lavorano seriamente». Perché è chiaro che c'è chi agisce alla luce del sole. Ma sono gli altri, quelli scorretti, di cui si finisce per parlare. «Qualcuno intervenga: io sono andata diverse volte a chiedere spiegazione dei soldi spariti, a pretendere che venissero onorare le fatture per le quali io avevo pagato: bene, chi mi ha imbrogliato mi ha sempre risposto inventando bugie e scuse poco credibili. Ma la cosa più grave è che continua ad operare come se nulla fosse». Uno sfogo che è anche una domanda: cosa fare? Mentre il numero delle denunce cresce. E la fiducia di chi si è visto beffato finisce sotto zero.

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