Alberto Dallatana
Alessandra, la madre di Adriano Malori, è rientrata ieri dall’Argentina, portando con sé un carico di ottime notizie circa le condizioni e il futuro del figlio, ancora ricoverato in una clinica di Buenos Aires (dov’è rimasta al suo fianco la fidanzata Elisa) in seguito alla terribile caduta nella quinta tappa del Tour de San Luis, lo scorso 22 gennaio:
«I dottori ci hanno assicurato che Adriano tornerà ad avere una vita normalissima – spiega la madre - quando avrà recuperato da questo incidente tornerà al cento per cento e potrà anche rimontare in sella alla bici e riprendere a gareggiare».
Parole che segnano un punto di ripartenza fondamentale. Certo, la strada verso un pieno recupero sarà lunga, ma queste certezze illuminano nuovamente il futuro del professionista traversetolese, che appariva radioso fino a quella maledetta quinta tappa della prima gara a tappe stagionale.
«Al momento non possiamo stabilire con precisione i tempi di recupero – prosegue mamma Sandra - anche perché Adriano non ha praticamente iniziato un vero e proprio percorso fisioterapico di riabilitazione. Ma fin dal primo giorno in ospedale ha stupito i medici per gli enormi progressi che ha mostrato via via e l’ematoma causato dal trauma cranico si sta riassorbendo sempre meglio. Quello era l’aspetto più delicato, specialmente nelle prime 24 ore: in quella fase così delicata, non solo l’ematoma non si è espanso, ma è addirittura regredito. Anche per questo il trasferimento da San Luis a Buenos Aires, per il quale inizialmente si pensava di dover attendere una decina di giorni, è avvenuto solo 72 ore dopo l’incidente. Adriano è andato di corsa anche stavolta – scherza la madre - proprio com’è abituato a fare in bici».
Il passo successivo sarà il trasferimento in Europa mediante un volo speciale, che potrebbe avvenire nel corso della prossima settimana, in una clinica specializzata che sarà designata (e resa nota a breve) dal Movistar Team, la sua squadra.
La prudenza è massima, per cui solo quando non vi sarà alcuna controindicazione legata al volo in alta quota Adriano potrà affrontare il viaggio. Ciò che più conta è che, dopo la grande paura e l’incertezza dei giorni immediatamente successivi all’incidente, ora tutti i segnali che arrivano sono estremamente confortanti: l’operazione allo zigomo è riuscita nel migliore dei modi, Adriano mangia da diversi giorni cibi solidi («pasta al forno e al ragù, con grande appetito», racconta la madre), parla (con l’ovvia cautela di chi ha subito un intervento chirurgico al volto), ride e scherza, riesce a stare seduto e utilizza il tablet, seppur solamente con la mano sinistra, visto che sulla mobilità del braccio destro influisce ancora la frattura della clavicola causata dall’incidente, per la quale sarà operato una volta tornato in Europa:
«Adri è piuttosto «ammaccato» - prosegue la madre – la botta gli ha causato escoriazioni su tutta la parte destra del corpo, ma devo dire che è stato medicato estremamente bene».
Della caduta non ha memoria: «Ricorda la giornata, la gara, ma poi ha un vuoto relativo all’incidente. Però ha voluto vedere e rivedere le immagini, le ha «studiate» a fondo».
A fare la differenza, pure in un incidente del genere, è anche la forza di volontà: «Il suo pensiero, fin da quando è uscito dal coma farmacologico, è andato al ritorno in bici e in particolare alle Olimpiadi di Rio (alle quali avrebbe diritto a partecipare nella cronometro, ndr). Appena fuori dalla terapia intensiva ha chiesto al medico della Movistar (il dottor Hoyos, ndr) quando sarebbe potuto rimontare in sella».
Difficile che Adriano possa tornare in bici in tempi utili per prepararsi adeguatamente in vista dei Giochi (in agosto); mamma Sandra ne è consapevole, ma ora non è certo questa la sua principale preoccupazione. Sa quanto abbia rischiato suo figlio in questo incidente, per cui l’importante è che il peggio sia alle spalle.
«E comunque – conclude - conoscendo Adriano e vedendo con quale forza e con che carattere ha reagito in queste settimane, sono convinta che continuerà a stupirci».
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