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Il sacco della discordia: multato un anziano malato

Il sacco della discordia: multato un anziano malato

30 Marzo 2019, 03:17

Lo hanno multato perché avrebbe esposto il sacco del residuo in un giorno sbagliato: peccato però che il sacchetto in questione sia stato trovato a centinaia di metri da casa sua e che lui, anziano e malato, lì non avrebbe proprio potuto portarlo. E' una storia paradossale quella accaduta a un parmigiano che abita in borgo Pietro Giordani: una storia che dimostra che la raccolta differenziata a Parma è un sistema complicato che rischia di fare qualche «vittima innocente», come nel caso del pensionato che è stato accusato di aver esposto il rifiuto residuo in un giorno diverso da quello prestabilito. Ma il sacco di plastica è stato trovato in viale Mentana: dove per l’anziano malato è complicato arrivare. Un altro elemento problematico è il modo utilizzato dagli ispettori ambientali di Iren per risalire al presunto trasgressore: dentro al sacchetto è stato trovato un solo documento riconducibile al pensionato, e in base a questo indizio gli è stata recapitata dalla Polizia municipale una sanzione che, se pagata in maniera ridotta, ammonterebbe a 67,50 euro. Come fa però notare Alessandro Pitronaci, l’avvocato che difende il pensionato, multare una persona che non è stata vista commettere l’infrazione contestata è contrario al principio generale della responsabilità personale dell’illecito amministrativo, perché chiunque potrebbe trarre in inganno gli ispettori ambientali, abbandonando un sacco della spazzatura dentro al quale ha inserito un documento riconducibile a un’altra persona, magari di un vicino con cui è in cattivi rapporti. «E’ da escludersi, quindi, per difetto di prova certa, che possa ricondursi alcuna responsabilità in capo alla persona che si è rivolta al mio studio, ed è da ritenersi illegittimo il sistema di accertamento adottato dagli ispettori ambientali e convalidato dalla Polizia municipale, reparto Polizia edilizia e ambientale, in quanto è incontestabile che l’individuazione del trasgressore sia avvenuta per mera presunzione e non con certezza», afferma il legale. «Il modus operandi - fa notare Pitronaci - se da un lato non assicura alcuna certezza sulla materiale identificazione della persona che ha commesso la violazione, dall’altro rischia di poter essere un assist pericoloso per chiunque voglia fare un dispetto o un torto. Basterà, infatti, immettere nel sacchetto dei rifiuti un qualsiasi documento con le generalità e l’indirizzo della vittima al fine di ottenere l’irrogazione della sanzione nei confronti della stessa». L’avvocato auspica «che l’autorità competente possa intervenire per evitare tale insidia e che, fatte le dovute verifiche, possa provvedere ad annullare in autotutela la sanzione irrogata ingiustamente», in quanto il cittadino «non può e non deve trovarsi nella condizione di pagare una multa illegittima solo per ragioni di economia, ben conscio che il costo per tutelare le proprie ragioni finirebbe per essere superiore all’importo della sanzione ridotta» P.Dall.

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