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In fila per ritirare la raccomandata

In fila per ritirare la raccomandata

29 Marzo 2019, 12:46

Silvio Tiseno

Un sabato mattina movimentato alle poste di via Pastrengo, con decine di persone in fila per ritirare la propria corrispondenza.

La posta in giacenza ammonta, infatti, ad 8 tonnellate: una situazione che, a detta dei rappresentanti sindacali di Ugl e Confsal, sarebbe riconducibile alle attuali strategie aziendali, che hanno portato ad un taglio di circa il 50% dei portalettere.

«Ci sono meno portalettere e sono stati modificati, in peggio, gli orari del servizio: prima i postini entravano in turno alle 7,12 e lavoravano fino alle 14,42, oggi invece il turno inizia alle 8: questa scelta, assieme alla diminuzione del personale impiegato nel recapito della corrispondenza, è un errore e gli stessi fatti smentiscono l’azienda – ha spiegato Francesco Arcuri, segretario regionale Ugl Comunicazioni -. La situazione è diventata ormai insostenibile e non si può andare avanti così, come sindacati Ugl e Confsal abbiamo già chiesto da tempo un incontro con l’azienda ma ad oggi non sono arrivate risposte».

In coda per ritirare le raccomandate, la «fascia» maggiormente rappresentata è quella dei lavoratori autonomi, questo perché «spesso il portalettere arriva tra le 13 e le 14 e in quella fascia oraria uffici e aziende sono chiusi – ha aggiunto Arcuri -. Il sovraccarico di lavoro a cui sono sottoposti gli operatori va quindi a penalizzare non soltanto le famiglie ma anche, e soprattutto, professionisti ed imprenditori che invece di passare il sabato mattina in relax devono venire in via Pastrengo per ritirare la corrispondenza».

Oltre alla riduzione del numero di portalettere e il cambio degli orari, sono state ridotte le zone di recapito: passate da 109 a 64.

Di conseguenza il personale di via Pastrengo si trova quotidianamente a gestire una importante mole di persone, spesso alterate per il disservizio diventato ormai una routine.

I sindacati sono ormai sul piede di guerra e pronti ad una mobilitazione: «abbiamo già aperto un conflitto e, a meno che la situazione non si risolva nell’immediato, abbiamo intenzione di indire una grande manifestazione davanti alla sede di via Pastrengo coinvolgendo politici e stampa – ha dichiarato Arcuri -. Tutti i problemi nascono dalla scelta di tagliare il numero di portalettere, è stato un errore ed è arrivato il momento di trovare una soluzione a questa situazione».

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