Oggi sarà - si spera - il giorno tanto atteso che dovrà contribuire a fare chiarezza sull'epidemia di legionella che colpisce da oltre un mese la città, con 42 persone contagiate e due decessi.
Per oggi infatti l'assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi ha annunciato la divulgazione di parte dei risultati («ancora non ci saranno tutti» ha premesso) sulle analisi svolte in 36 torri di evaporazione e, si spera, anche sui campioni prelevati alle persone che hanno contratto il batterio. Si attende di sapere in quali torri è stato rilevato il batterio e quali altri potenziali fonti di contagio sono state controllate. Una comparazione fra campioni ambientali e campioni prelevati dai malati dovrebbe inoltre essere in grado di far comprendere se i batteri rilevati nell'ambiente sono quelli che hanno colpito le persone (i tipi di legionella che causano la legionellosi sono una cinquantina, e il batterio non si trasmette fra umani) o se la causa dell'epidemia va cercata altrove.
Per questa mattina è prevista, al Servizio di igiene e sanità pubblica dell'Ausl, in via Vasari, una riunione dell'unità di crisi sulla legionella istituita dalla Regione alla quale parteciperanno Maria Luisa Moro, direttore dell’Agenzia sociale e sanitaria regionale, nominata coordinatrice tecnico-scientifica dell'unità, e Roberto Cagarelli del Servizio prevenzione collettiva e sanità della Regione, nominato coordinatore. Ci saranno naturalmente anche tecnici ed esperti dell'Ausl di Parma che stanno lavorando al caso.
La Gazzetta, così come i parmigiani, attendono risposte chiare a domande - come quelle che ripubblichiamo anche oggi - che finora sono rimaste inascoltate. Oggi, ha promesso Venturi martedì scorso parlando alla Gazzetta, «verranno fornite risposte che potranno anche essere rassicuranti».
Intanto restano alti l'allerta e i dubbi dei parmigiani. Lo dimostrano le oltre duecento richieste di chiarimenti al numero verde e alla email dell'Ausl di Parma.
Nel frattempo prosegue anche l'inchiesta della procura di Parma con l'ipotesi di epidemia colposa, omicidio e lesioni personali colpose. L'indagine dei pm Giuseppe Amara e Andrea Bianchi si avvale della collaborazione di Paola Borella, docente di igiene all'Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatrice del comitato scientifico sulla legionella della Società italiana di igiene, una super-esperta in materia.
«È un'indagine molto complessa, anche perchè epidemie così grosse, con oltre 40 malati, non si vedono di frequente - spiega Borella, che può contare sulla collaborazione dei Nas - Poichè i materiali da esaminare sono tanti, stiamo cercando di ragionare a tavolino in modo da poter condurre sul campo ispezioni e visite il più possibile mirate». Fiduciosa di risalire alla causa del contagio? «Sarebbe bello». r.c.
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