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Mergoni: «Anche in passato casi gravi di legionella»

Mergoni: «Anche in passato casi gravi di legionella»

09 Ottobre 2016, 13:32

Mara Varoli

Parma non è nuova alla legionella. Già l'Ausl aveva reso pubblico che da gennaio a settembre i casi di infezione erano stati 13. Ma anche in un passato non molto lontano nella nostra città ci sono stati pazienti che per colpa di questo batterio sono finiti all'ospedale. E anche in gravi condizioni. E' lo stesso Mario Mergoni, per anni direttore della Rianimazione del Maggiore, a ricordarlo: «Ho avuto ricoverati alcuni pazienti affetti da polmonite causata da questo agente patogeno - spiega il professore -. Va detto che l'infezione da legionella non può considerarsi una rarità. Infatti è uno dei germi che possono abitualmente causare la polmonite acquisita, sia in comunità che in ospedale. Si stima che poco più del 2% delle polmoniti che richiedono un ricovero ospedaliero riconosca la legionella come agente patogeno. I casi che vedevo erano quelli in cui la polmonite aveva causato una grave insufficienza respiratoria e che richiedevano quindi un'assistenza con mezzi di supporto respiratorio meccanico. Si trattava quindi di una piccola frazione dei pazienti ricoverati in ospedale. Molti altri casi venivano trattati nei reparti di medicina generale, pneumologia e sopratutto nel reparto di malattie infettive. Va detto anche che soltanto negli ultimi 15-20 anni o forse anche meno, è stato possibile fare la diagnosi di polmonite da legionella, quindi sicuramente in passato molti pazienti con diagnosi generica di polmonite in realtà sarebbero risultati affetti da legionella, se fosse stato possibile diagnosticarla».

In quei casi come era avvenuto il contagio e come si era evoluta la malattia?

«Come noto la legionella si riproduce nell'acqua e le riserve sia naturali che artificiali di acqua contaminate da questo batterio sono all'origine delle infezioni. Il contagio con la legionella avviene attraverso le vie aeree per inalazione di aerosol infetto o per micro-aspirazione. Credo si possa escludere che il contagio possa avvenire per deglutizione di acqua contaminata così come si può escludere il contagio diretto da ammalato a sano».

Come erano stati curati quei pazienti?

«La terapia della polmonite da legionella, così come la terapia di tutte le altre forme di polmoniti, si basa sulla somministrazione di antibiotici a cui il batterio è sensibile. La legionella è un batterio che si moltiplica all'interno di alcuni tipi di cellule e quindi gli antibiotici devono poter concentrarsi ed essere attivi all'interno di queste cellule. Antibiotici come i macrolidi, i chinolonici e le tetracicline posseggono questa caratteristica. Ovviamente se la polmonite ha determinato una grave insufficienza respiratoria, è necessario supportare questa importante funzione per il periodo necessario alla guarigione dell'infezione. In questi casi, si fa ricorso alla ventilazione meccanica e, nei casi ancora più gravi, all'Ecmo, cioè all'ossigenazione extra-corporea».

Sui casi attuali si sa ancora poco, ma come può avvenire il contagio su larga scala?

«Considerando la biologia del batterio è naturale che bisogna guardare alle raccolte di acqua sia in reservoir artificiali che nelle tubazioni».

Quali potrebbero essere le persone più a rischio?

«E' ovvio che, in linea teorica, le persone a maggior rischio di contagio siano quelle più vicine alla sorgente di acqua inquinata, ma è ovvio che per poter rispondere a questa domanda, nel caso specifico di quello che sta accedendo a Parma, bisognerebbe avere molte più informazioni di quelle che per il momento sono disponibili. Anche sotto questo profilo le autorità sanitarie, una volta capito il meccanismo e le vie di propagazione della malattia, sapranno fornire tutte le spiegazioni e, soprattutto, tutti i consigli per arrestare il diffondersi dell'infezione».

Quali potrebbero essere le precauzioni da adottare?

«Il rischio di contaminazione da legionella dell'acqua stagnate è alto e sono previsti degli accorgimenti sia strutturali che di manutenzione degli impianti per poterlo tenere sotto controllo. Va detto che in casi particolari, come per esempio quando l'acqua presente nei contenitori va incontro a riscaldamento, può risultare particolarmente difficile estirpare in modo completo la contaminazione da legionella. A livello domestico credo che l'accorgimento più diffuso sia quello di far scorrere abbondantemente l'acqua quando si utilizza un impianto rimasto fermo per lungo tempo».

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