“Storia di un minuto” esce nel 1972 ed è il primo album in studio di un gruppo destinato a entrare nella storia della musica rock italiana e non solo. Un lavoro che quarantacinque anni dopo non ha perso nulla della sua magia. La Pfm, seppur cambiata, è infatti ancora in attività e alcuni brani di “Storia di un minuto” restano tra i più richiesti ai loro concerti. “Storia di un minuto”, a cui seguì sempre nel 1972 “Per un amico”, è un lavoro che ha un posto tra i migliori prodotti del progressive rock di tutti i tempi. Come detto, non solo italiani. Tra i cavalli di battaglia c'è sicuramente “Impressioni di settembre”, visto l'incombere di questo mese più che mai attuale, cui volle anche prestare la sua voce un altro mito del prog come Peter Hammill, leader dei leggendari Van der Graaf Generator.
Hammill, comunque, non fu il solo “mostro sacro” del prog a esibirsi con la Pfm: suonò infatti insieme a Franz Di Cioccio e soci anche Ian Anderson, leggendario front man e anima dei Jethro Tull, a riprova di quanto il gruppo italiano fosse apprezzato e tenuto in considerazione nel mondo del prog britannico. Con testo di Mogol e musica di Mussida e Pagani, “Impressioni di settembre”, che è preceduto da un'”Introduzione” strumentale, trascinò al successo un album, il cui unico neo secondo i critici fu la mancanza di una “vera” voce solista. Un difetto che venne comunque fatto quasi dimenticare dagli stupendi arrangiamenti. Arrangiamenti in cui la Pfm si specializzò a tal punto da ridare vita - nei due leggendari concerti dal vivo pubblicati nel 1979 e nel 1980 - ad alcune tra le più conosciute canzoni di Fabrizio De André, in qualche modo reinventandole. Anche “E' festa”, più conosciuto forse come “Celebration”, rappresenta uno dei cavalli di battaglia della band. Poi, arriva un altro dei capolavori del gruppo: “Dove... quando”. Nel disco è diviso in due parti, ma vale la pena ascoltarlo anche dal vivo nel magnifico “Live in Usa”, un lavoro che chi vuole conoscere la Pfm non può non sentire. “La carrozza di Hans” uscì invece prima dell'album come lato A del singolo; il lato B era proprio “Impressioni di settembre”. E' un altro dei brani storici della band e rappresenta un invito al viaggio con immagini tipiche del prog: la carrozza, il re e così via. Insomma, ancora una volta è una fiaba che fa riflettere sull'esistenza. “Storia di un minuto” si conclude con “Grazie davvero”, il brano più sperimentale in cui si esaltano i fiati di Premoli. A distanza di quarantacinque anni, “Storia di un minuto” resta un disco da riscoprire o da esplorare ed è l'incipit di una lunga serie di lavori complessi e interessanti; si pensi, ad esempio, a “Passpartù” del 1978, un concept che ha come personaggio guida il mitico Re Artù. Un lavoro che mandò in visibilio i fans del prog, nonostante in quell'anno questo magico genere fosse, almeno nei "mobili" gusti del grande pubblico, già stato soppiantato da roba più commerciale.