BEDONIA
Giorgio Camisa
Questa volta il lupo, se di lupo si tratta, l’ha combinata davvero grossa: nottetempo è entrato nel recinto che confina con un’abitazione, ha ucciso tredici pecore e ne ha ferite gravemente altre due.
Il fatto è accaduto a Cavignaga, una piccola frazione nella proprietà dell’azienda agricola della famiglia Filiberti.
Le pecore tutte Suffolk, una razza inglese certificata e tutte gravide, erano all’interno del recinto perimetrale dell’area con una superficie di circa un ettaro di terreno incolto ma ancora ricco di foraggio che la famiglia Filiberti aveva adattato proprio per allevare il piccolo gregge per poi ricavarne lana e vendere gli agnelli da carne.
Una grossa perdita dal lato affettivo ma soprattutto un danno di parecchie migliaia di euro ed ora anche la beffa di dover velocemente smaltire le carcasse a proprie spese.
«Credo che non ci siano parole - hanno commentato i proprietari -, aspettiamo una volta o l’altra di trovarci il lupo in cantina, siamo davvero sconcertati del fatto accaduto ma anche e soprattutto da chi da tempo conosce bene la situazione nella quale ci troviamo e ritiene questi massacri normali, hanno spiegato i titolari dell’azienda. Avevamo provveduto a nostre spese a recintare l’appezzamento di terreno con rete metallica e palizzata regolamentare, ogni giorno controllavamo il nostro gregge. Che altro dobbiamo fare per restare a vivere nel nostro territorio?».
Cosa incomprensibile e anomala: il predatore pare non abbia agito per cibarsi della carne degli ovini ma solo per uccidere, infatti tutte le pecore erano sgozzate e solo qualcuna era stata dilaniata ma leggermente.
Sicuramente a parere dei malcapitati agricoltori ad aggredire non sarebbe stato solo un animale ma decisamente un branco che dopo aver circondato le pecore ha iniziato ad aggredirle per poi ucciderle e fuggire verso il vicino bosco senza portarsi via le parti carnose per sfamarsi.
Un fatto analogo, anche se la preda era una capra, era successo a fine marzo e a poche decine di metri dall’abitato di Cavignaga.
Anche allora il feroce predatore aveva agito con la stessa dinamica di quella messa in pratica stavolta.
Sul posto si sono immediatamente recati i responsabili dell’ufficio veterinario dell’Ausl per verificare e accertare le cause precise del fatto che ha un’altra volta allarmato gli abitanti del luogo.
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