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Trovata la legionella nel centro contabile

10 Ottobre 2016, 10:50

Chiara Pozzati

Epidemia di legionella: trovato il batterio nelle torri di raffreddamento del centro contabile di Intesa San Paolo.

La conferma dell'assessore

A confermarlo è l’assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi: «L’analisi qualitativa ci dice che la legionella è presente nelle torri del centro di Intesa San Paolo, ma siamo ancora in attesa dell’esito del test quantitativo che riuscirà a svelare la concentrazione reale del batterio. E dunque a stabilire se possa essere “la” o comunque una tra le principali fonti del contagio. Il responso delle analisi dovrebbe arrivare nell’arco di una settimana, nel frattempo Intesa San Paolo ha chiuso responsabilmente le torri senza attendere l’esito delle indagini definitive».

Esiti da confermare

Dosa con cura le parole l’assessore, «anche perché in situazioni come queste è sempre bene affrontare il quadro generale». Certo è che «l’attenzione si sta concentrando maggiormente sul centro tra via Po e via Langhirano - chiosa ancora Venturi - anche se non unicamente su questo: siamo in attesa di altre analisi». Non è detto certo cioè che il batterio della legionella si trovi solo in quel luogo: e che sia responsabile dell'epidemia del Montebello.

Si tratta - come si legge in una nota dell'Ausl - «di primi risultati preliminari e non definitivi dei campionamenti alle torri di evaporazione: questi esiti potranno o meno essere confermati dai risultati definitivi degli accertamenti di laboratorio nell’arco dei prossimi giorni».

E proprio in virtù della delicatezza della situazione occorre fare il punto scavando a fondo e tornando ai rebus sciolti dalle analisi di laboratorio: «Dagli accertamenti il batterio non era presente nelle torri di raffreddamento di Poste, della Città di Parma, nell’impianto di irrigazione del campetto sportivo di piazza Maestri e nemmeno nell’acquedotto, diverso è per il centro di calcolo di Intesa San Paolo» appunta l’assessore. Filtra insomma una luce dopo giornate di buio sulle possibili fonti di contagio anche se, lo ribadiamo, è prematuro tirare le fila. E forse non a caso è scattata l’ordinanza del sindaco che ha acceso i riflettori sulle torri. Non solo un censimento, ma anche l’obbligo di «provvedere ad immediati interventi di pulizia, disinfezione e trattamento finalizzato al controllo del rischio di diffusione del batterio legionella, avvalendosi di tecnici specializzati e nel rispetto della normativa di tutela dei lavoratori» recita il provvedimento a firma di Federico Pizzarotti.

Indagini estese

«Da quando è scesa in campo l’Unità di crisi regionale - la taskforce che vede a fianco dell’azienda sanitaria locale, esperti della Regione e del Ministero ndr - si è allargato il «compasso» - prosegue Venturi - diciamo che le indagini si sono estese a oltre un chilometro e mezzo dal cuore dell’epidemia: l’obiettivo rimane dunque una serie di test a 360 gradi per individuare la causa del contagio».

«Sanificazione straordinaria»

Da parte sua il gruppo Intesa San Paolo, interpellato ieri ha ribadito che «a titolo precauzionale e cautelativo le torri sono state spente tra venerdì e sabato. Non solo: alla normale manutenzione degli impianti - sempre stata eseguita regolarmente – è stata affiancata un’operazione di sanificazione straordinaria in linea con le ordinanze sindacali».

Dunque è ancora questione di pochi giorni, per mettere almeno un punto fermo. Tanto più che se davvero anche le ultime analisi confermassero la concentrazione del batterio oltre la soglia «rossa» nel centro di via Langhirano, forse si potrebbe tirare un sospiro di sollievo. Ma per ora occorre attendere.

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