Chiara Pozzati
E’ un ritorno alle origini. Allo sberleffo «primordiale» che fa ridere a crepapelle. Per 365 giorni l’anno.
E’ già in edicola il Lunäri 2017 targato «Io Parlo Parmigiano». Immagini che di per sé fanno sbellicare, condite con le chicche in salsa pramzana dei ragazzacci che spopolano sul web ma non solo.
Dopo il successo dell’anno scorso l’irresistibile calendario - edito dal giornale e realizzato grazie al contributo di Cagna&Benelli, gli ortomercati di primizie - vi aspetta con Gazzetta. Tutto a dieci euro, più il prezzo del quotidiano.
E le sghignazzate - mettiamocela via - sono assicurate. L’idea è quella di tornare alla risata d’istinto, quella irrazionale e contagiosa, che non sgorga a comando. «Io Parlo Parmigiano» ha rispolverato l’ironia «made in Parma», con barzellette, aneddoti, ma soprattutto l’intramontabile binomio foto-vernacolo.
Quello sboccato quanto basta, che ti mette di buon umore. Sono loro: Luca, Baroz, Rico e Mirko che ancora una volta promettono una risata lunga un anno e presentano la nuova iniziativa. «Quest’anno abbiamo voluto tornare alle origini, diretti alla risata…dai che con questo vi abbiamo già suggerito il titolo…» ci scherzano su sornioni. E di stoffa ne hanno da vendere.
Giusto per darvi un’idea vi raccontiamo com’è andata la presentazione ufficiale del calendario. Immaginatevi la scena: camuffati da commessi dell’ortofrutta Cagna&Benelli di Pontetaro ne hanno combinate di tutti i colori, strappando sorrisi a destra e a manca.
E’ successo davvero. Ancora una volta i «magnifici quattro» sono riusciti a coinvolgere, a modo loro s’intende, gli ignari parmigiani. Altro che tapiro d’oro, per presentare il calendario sono bastate le «Supercazzole» – così hanno ribattezzato gli sketch in dialetto – andate in scena in una giornata d’ordinaria ironia.
Si sono improvvisati venditori abusivi di frutta, parcheggiando la macchina direttamente di fronte all’ortofrutta di Pontetaro. Hanno pascolato serafici tra gli scaffali fingendo di portare via i sacchetti dei malcapitati rimasti interdetti dallo zelo dei fantomatici commessi. Tutto naturalmente parlando in dialetto. «Questo per rendere onore ad un nostro idolo: il Conte Raffaello Antani Mascetti» dicono strizzando l’occhio. Insomma hanno scompigliato le carte in tavola, tra smorfie e quel pizzico di sana irriverente ironia che sanno sfoggiare.
Per tornare a bomba, all’almanacco tutto da ridere, preparatevi a porcellini che v’invitano a fare il bagno in acque caraibiche, scimmie imbarazzate, e palline da tennis che… vi ricordano altro.
Gli ingredienti per sorridere mese dopo mese ci sono tutti, basta solo affrettarsi «per cavalcare l’onda della parmigianità». Parmigianità spaccona, ma non cruda, arguta e ignorante al tempo stesso.
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