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Un filo d'acqua per tutto il condominio

Un filo d'acqua per tutto il condominio

06 Aprile 2016, 13:02

Chiara Pozzati

A Eia il sale della beffa brucia il doppio. Primo, perché i condomini sono venuti a sapere che qualcosa, nel pagamento di due anni di bollette da parte dell’ex amministratore, non quadrava.

Secondo, e più grave, perché da lunedì pomeriggio i rubinetti sono (quasi) a secco. «Una riduzione dell’acqua per poco meno di mille euro da saldare, ma scherziamo? Qui abitano sette famiglie – nessuno è mai stato moroso - e ci sono bambini di pochi mesi e pochi anni. Non si sa se sia stato peggio l’atteggiamento dell’ex amministratore o quello che ci sta capitando ora. Non si può di punto in bianco lasciare venti persone con un filo d’acqua».

Lo sfogo amaro arriva direttamente da alcuni residenti di via Mazzieri, che sono dovuti correre ai ripari obtorto collo: «Proprio questa mattina (ieri per chi legge) il nuovo amministratore ha saldato tramite bonifico, speriamo solo che tutto torni come prima». E intanto ecco un nuovo «odioso» caso che pesa sulle tasche di inquilini beffati da amministratori infedeli. Un caso che si aggiunge ai numerosi s.o.s. (con voragini nei conti ben diversi da quest’ultimo) arrivati da palazzi in via Brambilla, via Verdi, via Torelli e via Benedetta, via Fratti e via Milazzo.

Va detto che la procedura è stata rispettata da tutti. I condomini di via Mazzieri hanno pagato le spese nelle date previste, Iren ha spedito i solleciti come indicato dai regolamenti visto che non riceveva quanto spettava. Il 25 febbraio la multiutility – fa sapere con una nota ufficiale - ha effettuato il cosiddetto cassettaggio, ossia il recapito diretto nella cassetta della posta di avvisi sulla situazione. Così, sempre rispettando la prassi, lunedì ha ridotto la portata: lasciando gli appartamenti con un filo d’acqua corrente.

Anche i residenti riavvolgono il filo dell’accaduto: «Circa un mese fa è arrivato il primo avviso da parte della multiutility di strada Santa Margherita secondo cui l’ammanco ammontava a oltre 2mila euro, relativo alle bollette di 2014 e 2015. A quel punto abbiamo ricevuto una doccia gelida – proseguono a briglia sciolta i diretti interessati -. E abbiamo cercato di contattare l’ex amministratore di condominio, che si è reso irreperibile. Alla fine, come ultimo atto dovuto, ha saldato in parte il debito con un assegno da mille euro. A quel punto ci siamo affidati al neo amministratore, per trovare una soluzione con Iren».

Fino a inizio settimana «quando un dipendente di strada Santa Margherita è venuto a staccare le utenze». E arriva l’amara conclusione: «Al di là dell’operato del vecchio amministratore – stiamo valutando se intraprendere vie legali – perché troviamo allucinante l’azione della multiutility. Una riduzione così pesante dell’acqua, a famiglie con bambini piccoli, e per meno di mille euro, è inaccettabile».


La replica di Iren

Ecco come funziona: la parola a Iren. «Alla scadenza della bolletta, circa 20 giorni dopo, se la posizione non viene regolarizzata, viene inviato all’utente un sollecito bonario. Non succede ancora nulla, ma è bene regolarizzare la propria posizione effettuando il pagamento. In bolletta è comunque possibile avere un’indicazione sulla regolarità dei pagamenti. La prima pagina della bolletta, infatti, riporta lo stato dei pagamenti in un box dedicato e, in caso di irregolarità nei pagamenti, gli estremi delle bollette non pagate sono riportate nella comunicazione ai clienti. Se il debito non viene saldato, si procede a un secondo sollecito, mediante l’invio di una raccomandata, in cui si chiede la corresponsione dell’intero importo dovuto. Pena, in caso contrario, la sospensione della fornitura. C’è da tenere presente che con questa raccomandata si chiede che siano pagate forniture che sono già state consumate. Trascorsi circa 20 giorni dal momento del ricevimento della raccomandata c’è da aspettarsi che la fornitura venga interrotta senza preavviso ulteriore. Nessuno a Parma viene mai lasciato senz’acqua. Naturalmente non c’è da aspettarsi che l’acqua fluisca come prima, ne esce un filo. Del resto, di più non possiamo fare: l’acqua che viene concessa praticamente non viene pagata da nessuno. Gli oneri ricadono sul gestore, come pure tutti gli altri costi indiretti (installazione dei riduttori, spese per il recupero credito, spese per gli incontri con gli amministratori..). Molti altri gestori chiudono completamente».


Il piano anti-truffe

Conti in rosso e bollette mai pagate. Bilanci gonfiati e utenze staccate. Buchi da centinaia di migliaia di euro. Si torna a parlare degli amministratori di condominio «infedeli» che hanno beffato inquilini in diverse zone della città. Ma soprattutto di come difendersi. Ecco perché Federconsumatori, che attualmente si sta occupando di una dozzina di casi, ha coinvolto Iren e il Comune per organizzare un piano anti-raggiro. L’impressione è netta: l’emorragia di soldi sottratti da amministratori (abusivi o truffatori) è difficile da tamponare. L’ultimo episodio a cui ha fatto fronte il sodalizio? Un condominio rimasto coi rubinetti asciutti e 7mila euro di bollette mai pagate. Ma sono tanti gli s.o.s. che arrivano alla Federconsumatori. Per questo gli esperti dell’associazione si stanno muovendo da mesi e proprio lunedì è andato in scena un incontro aperto alla città. La controffensiva anti-raggiro, è illustrata direttamente dal presidente Fabrizio Ghidini: «Insieme all’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci) vogliamo dare il via a una campagna informativa sui diritti dei condomini e gli obblighi e doveri degli amministratori. Non solo: abbiamo coinvolto Iren proponendo un’informazione diretta. In altre parole, dopo i mancati pagamenti di due bollette, abbiamo chiesto alla multiutility di mandare un’informazione anche ai condomini – spiega il presidente dell’associazione -. E’ un sistema che già funziona a Genova, il cosiddetto “cassettaggio” e speriamo di poterlo introdurre anche qui». E proprio dagli uffici di strada Santa Margherita ribadiscono che si tratta di un’operazione già in atto da diverso tempo. «Nei giorni scorsi – chiosa ancora Ghidini – abbiamo incontrato anche l’assessore al Welfare Laura Rossi, proprio per sensibilizzare anche il Comune in questa serie d’iniziative a carattere preventivo». Insieme a lui spiccano i consulenti di Federconsumatori, Giusy Scavuzzo, Stefania Ugolotti e Paolo Tazzini, e Francesco Negri, presidente provinciale dell’Anaci. Il tema cruciale rimane sempre lo stesso: quali sono i «campanelli d’allarme» e come difendersi dai «furbetti»? Si scrive prevenzione, si legge monitoraggio scrupoloso dell’operato degli amministratori: «Un ruolo fondamentale lo gioca l’assemblea condominiale che può richiedere conto degli avvenuti pagamenti. L’ideale, però, è la disposizione della domiciliazione bancaria – spiegano i consulenti di Federconsumatori – che di fatto consente all’assemblea di monitorare in prima persona tutti i movimenti (anche quelli mancati) dell’amministratore. Un altro spunto potrebbe essere la disposizione di un sito web ad accesso individuale e protetto, per consultare tutti gli atti e i rendiconti mensili. Anche se, purtroppo, se l’amministratore si comporta slealmente può manipolare». Gli esperti mettono a fuoco anche i punti salienti della legge 220 del 2012, la cosiddetta «riforma del condominio». Ed è proprio questa a fissare uno strumento fondamentale: «I condomini possono scegliere di puntare sulla qualità: in altre parole di affidarsi a un professionista che, oltre alle referenze, possa offrire una polizza individuale di responsabilità civile che copre gli atti compiuti nell’esercizio del mandato – spiegano ancora – . Se è pur vero che gli oneri di questa polizza sono a carico dei condomini, lo è altrettanto che si tratta di una tutela». C. Poz.

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