Francesco Bandini
Con i motori aveva lavorato tutta la vita e alla fine ha trovato la morte proprio a bordo di una di quelle automobili che tante soddisfazioni gli avevano dato. Angelo Bercelli, meccanico in pensione di 70 anni, originario di Medesano ma residente a Fornovo, è deceduto ieri pomeriggio in un incidente a San Michele Tiorre, nel comune di Felino, mentre era alla guida di un'auto d'epoca. Con lui c'era anche un amico, un 78enne di Parma, che nello schianto è rimasto ferito in modo serio, anche se non è in pericolo di vita.
L'incidente si è verificato intorno alle 15.30 in via Trieste, appena fuori dall'abitato di San Michele Tiorre, nel tratto dove inizia la salita che porta verso le colline di Barbiano. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della polizia municipale dell'Unione pedemontana, il veicolo stava scendendo in direzione di San Michele. Bercelli e il suo amico stavano provando una vecchia Fiat 500 d'epoca, uno di quei modelli elaborati che fanno la gioia degli appassionati di motori.
A quanto pare quel breve viaggio in auto in collina doveva servire o a testare la macchina dopo che era passata sotto le mani esperte di Bercelli, oppure in vista di un intervento di manutenzione e miglioramento ancora da effettuare. Sta di fatto che i due erano quasi arrivati a destinazione, un'officina che si trova in paese e dove vengono elaborate e messe a punto le macchine, comprese quelle d'epoca come quella vecchia 500: un'officina nella quale Bercelli era di casa, perché nonostante la pensione non poteva staccarsi da ciò che era stato il suo lavoro e la sua passione per tutta la vita.
Ma ieri pomeriggio in officina il 70enne non è mai arrivato. Mentre al volante dell'auto affrontava quell'ultima discesa, è successo qualcosa. Cosa esattamente non è dato sapere, ma le ipotesi al vaglio dei vigili urbani sono due: un guasto meccanico (che in un veicolo di quell'età è tutt'altro che improbabile) e il malore del conducente. La macchina, nell'affrontare una discesa piuttosto ripida, ha iniziato a zigzagare: i segni delle ruote erano visibili in un lungo tratto di strada. Il veicolo però aveva già preso troppa velocità e per il conducente è stato impossibile mantenerne il controllo: la 500 è finita nel fosso, centrando in pieno un palo telefonico di legno. L'urto è stato così violento che il grosso traliccio è stato letteralmente spezzato, rimanendo in piedi solo perché ancorato ai pali vicini attraverso i cavi telefonici. Dopo avere divelto il traliccio, la vecchia auto è stata proiettata dalla parte opposta della carreggiata, finendo la propria corsa nell'altro fosso.
Il piccolo veicolo è andato completamente distrutto e per Bercelli, rimasto schiacciato all'interno dell'abitacolo, non c'è stato scampo: è morto sul colpo. Per liberarlo sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Ha invece riportato un trauma cranico, ma se la caverà, il 78enne parmigiano che sedeva al suo fianco, un meccanico molto noto nell'ambiente delle auto elaborate: soccorso dai militi del 118, è stato trasportato all'ospedale Maggiore. Sull'asfalto e sul ciglio della strada, in un tratto di oltre cento metri, i segni del pauroso schianto: rottami ovunque e oggetti personali volati fuori dall'abitacolo.
Fra i primi ad accorrere sul luogo della disgrazia anche i figli di Bercelli, che a quanto pare – essendo anch'essi appassionati di auto – stavano aspettando il padre nell'officina di San Michele Tiorre.
Angelo Bercelli per tutta la vita ha lavorato come meccanico in importanti case automobilistiche, fra le quali la Dallara e la Ferrari. Con la Osella è stato anche meccanico di Formula 1, nel periodo in cui la casa automobilistica partecipava alla massima categoria per vetture monoposto, e proprio con la Osella ha girato il mondo. Bercelli, che era originario di Medesano, aveva lasciato il paese natale da ragazzino. Attualmente abitava a Fornovo, in via Nazionale. Lascia la moglie e due figli.
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