Bianca Maria Sarti
È rimasto a terra, ignorato da tutti per oltre 70 anni, eppure sarebbe potuto esplodere da un momento all’altro.
Un proiettile innescato risalente alla seconda guerra mondiale è stato rinvenuto, per caso, lungo le sponde del torrente Enza.
Ad assicurare la messa in sicurezza della zona fino a quando l’ordigno non è stato fatto brillare, martedì scorso, sono stati i Carabinieri di Traversetolo. «Circa due settimane fa – racconta il comandante della Stazione locale dei Carabinieri Danilo Melegari – un cittadino ci ha segnalato un oggetto sospetto lungo l’Enza, siamo intervenuti e abbiamo effettivamente verificato che si trattava di un residuato bellico della seconda guerra mondiale, un proiettile dell’artiglieria dell’esercito italiano».
Il proiettile era a terra, immerso nella boscaglia lungo il letto del torrente Enza, sulla sponda traversetolese, a monte del ponte e a pochi chilometri da San Polo.
Un luogo lontano dai sentieri battuti, insomma, dove il residuato bellico è rimasto immobile, negli anni, a coprirsi di ruggine.
«La zona è stata subito recintata – spiega Melegari – ed è stata effettuata la segnalazione alla Prefettura che ha interessato l’Esercito. Nei giorni scorsi, martedì 12, gli artificieri dell’Esercito di Piacenza sono intervenuti per fare brillare l’ordigno bellico; anche i Carabinieri di Traversetolo erano presenti. Il proiettile, di dimensioni contenute, tra i 35 e i 40 centimetri circa, era stato sparato anche se rimasto inesploso, dunque essendo innescato rappresentava un pericolo. Ora la zona è sicura, sono stati controllati anche i dintorni e non esiste più alcun rischio».
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