Quando si parla di sondaggi, si sa, è bene andare con i piedi di piombo. Se non fosse che tutti ricordano i clamorosi flop della storia recente (dalla Brexit alle elezioni americane), Federico Pizzarotti potrebbe quasi cantare vittoria. Sono due le indagini, realizzate negli ultimi dieci giorni, che lo incoronano vincitore delle prossime amministrative.
Una è del quotidiano Repubblica, diretto da Mario Calabresi, che ieri ha dedicato due pagine (14 e 15, più un titolo in prima pagina) all'ex Cinque stelle che ha divorziato da Grillo. L'altra è della Rai, a riprova che i media nazionali hanno i fari puntati sull'evoluzione del Movimento e sul futuro dei dissidenti fuoriusciti.
Fatto sta che in entrambi i sondaggi il sindaco uscente, seppur con percentuali diverse, risulta il candidato - tra i dieci in corsa - più conosciuto e apprezzato. Quello che, ad ora, i protagonisti del campione sceglierebbero come primo cittadino di Parma. Secondo entrambe le ricerche, si piazzano dietro, nell'ordine, Paolo Scarpa e Laura Cavandoli. Molto indietro tutti gli altri. Un differenza fondamentale, evidenziata solo dal sondaggio Rai, è rappresentata dalle percentuali ottenute dalle singole liste. In questo casa il panorama risulta ribaltato, con Scarpa in vantaggio e la Cavandoli in netta rimonta.
Una certezza è il ballottaggio. Praticamente impensabile, viste le percentuali e l'alto numero di candidati in lizza, evitare il secondo turno del 25 maggio. Ago della bilancia il secondo «partito» parmigiano, quello degli astenuti e degli indecisi: una fetta di elettori che viene calcolata tra il 15% e il 26% (nel caso di Repubblica la quota viene «spalmata» sulle percentuali attribuite ai singoli candidati. Nel caso del sondaggio Rai viene invece mantenuta a parte).
Il sondaggio di Repubblica
Il sondaggio commissionato dal quotidiano «la Repubblica», reso noto ieri e pubblicato con grande rilievo, firmato Demos & Pi, è stato realizzato tra il 17 e il 22 maggio scorsi, su un campione di mille intervistati. Lo scenario che si profila, a poco meno di due settimane dal voto, dà il candidato di Effetto Parma al 42,1%. Con il 27,3%, Scarpa (appoggiato dalle liste Partito Democratico, Parma Unita centristi e dalla civica Parma Protagonista) conquista il secondo posto, guadagnando il diritto di proseguire la campagna elettorale e sfidare di nuovo Pizzarotti al secondo turno. Dietro, con il 16%, la Cavandoli, candidata della Lega Nord, appoggiata anche da Forza Italia, Fratelli d'Italia e dalla formazione civica Insieme per il futuro.
Spazio anche al gradimento sul lavoro svolto in questi cinque anni dalla giunta uscente. Più di un elettore su due lo giudica abbastanza positivo, il 9% praticamente ottimo.
L'indagine Rai
Apre una riflessione diversa il sondaggio promosso da Agorà-Rai3, realizzato tra il 15 e il 17 maggio dalla società Ixè su un campione di 800 intervistati. In questo caso, oltre alla domanda canonica sul candidato sindaco preferito, viene esaminato e preso in seria considerazione il voto di lista. Secondo questo diverso angolo visuale i risultati subiscono drastici cambiamenti.
Alla domanda «quale candidato voterebbe se si andasse alle urne domani?» il 36,9% risponde per Pizzarotti, il 20,8 per Scarpa, il 6,5 per la Cavandoli, il 2,4 per Daniele Ghirarduzzi, candidato ufficiale del Movimento 5 stelle, in lizza grazie all'«imprimatur» del leader Beppe Grillo. Curioso che i simpatizzanti dei 5 Stelle risultino al 10% (il 9,9, per l'esattezza), come se il campione degli intervistati non sapesse che il Movimento pentastellato ha un suo candidato sindaco e che il «ribelle» Pizzarotti è fuori da diversi mesi.
Anche il piazzamento degli altri candidati subisce modifiche sostanziali considerando il voto di lista. Scarpa raggiunge infatti il 35,6% (28% al Partito Democratico, 3,8 a Parma Unita e 3,8 alla lista Parma Protagonista), contro il 32,2% di Effetto Parma capitanata dal sindaco uscente. In netta crescita anche la candidata del centrodestra. Sommando i voti dei 4 schieramenti che la appoggiano, la Cavandoli arriva al 15%. Si fermano al 7,5 le altre liste in corsa.
Anche in questo sondaggio risulta altissima la quota degli indecisi-astenuti che si attesta oltre il 23%.
I candidati
Fiduciosi e decisi, i candidati favoriti guardano avanti incuranti dei sondaggi. Preferisce tenere i piedi ben saldi a terra il sindaco uscente Federico Pizzarotti: «I sondaggi possono far piacere, ma per noi contano i cittadini più degli elettori». Come a dire che il lavoro quotidiano sta al primo posto. «Contano i cittadini - ribadisce il candidato di Effetto Parma - che incontro quando giro in bici per la città, che propongono soluzioni e suggeriscono idee. Tante le abbiamo inserite nel nostro programma perché sappiamo che è sulla concretezza, sull'efficienza dei servizi che i parmigiani valuteranno e sceglieranno il loro futuro. Ed è di quel futuro che noi di Effetto Parma vogliamo continuare a parlare».
Resta ottimista Paolo Scarpa, candidato sindaco appoggiato da tre liste (Parma Protagonista, Pd e Parma Unita Centristi): «Tutti mi davano morto e sepolto alle primarie, inclusi alcuni sondaggi, e alla fine ho vinto con il 55%. Da outsider. L’unico sondaggio realistico sarà il voto dell’11 giugno: mi fido soltanto dei giudizi dei cittadini, che incontro quotidianamente da mesi per le strade di Parma, a differenza di altri che decidono per tutti e scrivono programmi sul futuro della città dal chiuso del loro ufficio nelle stanze del Municipio».
Quindi una battuta: «Segnalo anche - aggiunge Scarpa - un particolare divertente: abbiamo guardato i sondaggi pubblicati nel 2016 dallo stesso istituto, Demos & Pi. L’istituto in questione assegnava, alla fine del primo turno, una vittoria netta di Piero Fassino contro Chiara Appendino: 57 contro 43 per l’ex-sindaco di Torino. Sappiamo tutti com'è andata. Anche gli altri numeri della rilevazione, dal giudizio nei confronti dell’amministrazione uscente al gradimento e notorietà dei candidati sindaco, erano identici a quelli assegnati a Pizzarotti e me. Le elezioni finirono con un 55% per Chiara Appendino e un 45% per Piero Fassino. La storia, purtroppo, ci ha insegnato che la vita non va come decidono i sondaggisti e i loro committenti: figuriamoci che nel 2012 una ricerca assegnava a Federico Pizzarotti il 3,4%».
Allegra e fiduciosa Laura Cavandoli non si scoraggia, anzi. Forte del sostegno di quattro liste (dalla Lega Nord a Forza Italia, da Fratelli d'Italia ai civici di Insieme per il futuro) pensa positivo: «I sondaggi non ci preoccupano, sono piuttosto uno stimolo a proseguire sulla strada intrapresa e a fare sempre meglio. Tra l'altro i sondaggi spesso non sono affidabili, non lo furono nemmeno cinque anni fa quando tutti davano stravincente il candidato del Pd Vincenzo Bernazzoli e invece la vittoria andò all'allora sconosciuto Pizzarotti. Sono felice di andare avanti e di continuare questa bella campagna elettorale. Ho 107 candidati al mio fianco che faranno la loro parte e non sarà piccola. Noto inoltre che uno dei problemi principali indicati dai parmigiani è la sicurezza. Ecco, la sicurezza è uno dei punti cardine del nostro programma. Anche questo fatto mi fa ben sperare: credo che possiamo recuperare ancora molto». Poi una battuta sul «partito» degli indecisi o propensi all'astensione: «Potrebbero essere l'ago della bilancia. Il 3 giugno tornerà a Parma Matteo Salvini. Mi aiuterà a dare una scossa e a lanciare un efficace appello al voto».K.G.
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