Franco Brugnoli
Ieri a Borgotaro non si parlava d’altro: nei bar nei negozi, al mercato, nei vari ritrovi. Il sentimento più ricorrente era l’incredulità. Ed il rifiuto per una impensabile e sconcertante notizia.
Una di quelle che non si vorrebbero mai sentire: la morte avvenuta l’altra sera - come abbiamo già riferito nell’edizione di ieri - di un giovane borgotarese, Danilo Savani, 38 anni, figlio unico, che ha perso la vita, quando, in sella al suo «quad», è finito in un dirupo, ribaltandosi, nei pressi della frazione borgotarese di Brunelli.
Era in compagnia di altri amici escursionisti e, dalle prime notizie, sarebbe morto sul colpo. Ieri è stato effettuato l’esame autoptico, di cui però non si conoscono ancora i risultati. Sul luogo dell’incidente, si erano recati immediatamente la Pubblica Assistenza Borgotaro-Albareto, i Vigili del Fuoco Volontari, i Carabinieri di Borgotaro e tutti gli altri soggetti interessati.
Danilo era un ragazzo raro, speciale, estremamente buono, di animo gentile e straordinarie doti umane, al quale - come molti hanno ricordato ieri - era impossibile non voler bene. Aveva studiato Ragioneria all’Istituto superiore di Borgotaro (oggi «Zappa-Fermi»).
Si era brillantemente diplomato e poi si era anche iscritto all’Università, alla Facoltà di Ingegneria. Ma poi lasciò gli studi, per dedicarsi interamente al lavoro: i suoi familiari gestiscono infatti, da tanti anni, una storica macelleria di Via Nazionale. E lui si era messo a lavorare con loro, con grande slancio, dedizione, capacità e voglia di fare. Praticamente Danilo era impegnato anche 18 ore al giorno.
Si concedeva solo, ogni tanto, presso il vicino «Bar Magri», un caffè o un tè (che portava pure alla madre Maria, in negozio). E alla domenica si radunava con questi amici ed andava in giro col suo «quad», nei boschi della montagna.
Abbiamo sentito sulla sua morte, visto che era un suo compagno di scuola ed amico, il primo cittadino di Borgotaro: «La morte di Danilo - ha detto Diego Rossi - è una vera e propria tragedia, che addolora e rattrista tutta la nostra comunità. Era una persona gentile, disponibile, un grande lavoratore. Lo ricordo anche come amico, con il quale abbiamo compiuto tutto il nostro percorso di studio. Un amico buono. Ci mancheranno le sue risate, le sue battute, la sua compagnia, sempre pacata e gentile. Ci stringiamo tutti attorno ai genitori, Fabrizio e Maria. Non si può spiegare infatti, a parole, il dolore che, in queste ore, avvolge tutti noi».
Non si conosce ancora la data dei funerali.
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