L'odore di plastica e metallo carbonizzato, anche dopo ore, continua a prendere alla gola. E quella parete di foglie bruciate sulla siepe del palazzo più vicino chiarisce, senza bisogno di parole, quella che è la verità: le fiamme erano altissime e i danni sono pesanti. E solo per fortuna nessuno si è fatto male. Sono ancora moltissimi gli aspetti da chiarire circa l'incendio che, intorno alle 5 di ieri mattina, ha distrutto tre automobili parcheggiate in via Manzoni, nel quartiere Montanara. Molti gli aspetti oscuri: ma una cosa è certa. Il rogo è doloso ed è stato appiccato da una persona che si è avvicinata ad una macchina, una Y10, e dopo avere lanciato un oggetto sotto la vettura, si è data alla fuga. A raccontarlo un testimone che poco dopo ha visto le fiamme avvolgere la carrozzeria mentre anche gli abitanti dei palazzi vicini venivano svegliato da ruggito delle fiamme. E dagli scoppi provocati dall'incendio.
«Le fiamme superavano in altezza le finestre del primo piano», ha raccontato un testimone, uno dei molti che hanno allertato i vigili del fuoco chiedendo un intervento immediato. Prima che, questo era il timore di tutti, il rogo potesse propagarsi. Una preoccupazione comprensibile, visto quel muro ardente ,e che purtroppo si è dimostrata tutt'altro che fuori luogo. Dalla Y10 le fiamme si sono infatti allargate alle due macchine più vicine, una Alfa 147 e una Toyota Yaris. E anche di questi mezzi sono rimasti solo i telai anneriti. «Per fortuna sono arrivati subito i vigili del fuoco - ha raccontato un altro testimone - e poco dopo anche i carabinieri». Si, perché i pompieri hanno impiegato poco a capire che quelle fiamme erano state appiccate da qualcuno con premeditazione e quindi hanno chiesto l'intervento delle forze dell'ordine che ora, sulla base del racconto del testimone, stanno lavorando per risalire al responsabile. E capire il motivo del gesto. Quasi certamente infatti chi ha appiccato il fuoco voleva colpire solo la Y10: ma anche le altre due macchine sono state completamente distrutte. E una di queste era una macchina molto speciale.
«Quella Yaris era uno strumento fondamentale per la nostra attività - spiega Gianni Mordacci, dell'associazione «Amici a quattro ruote - Onlus». - Ci era stata regalata lo scorso anno da un imprenditore ed è una delle due auto che utilizziamo nelle nostre attività di volontariato in favore di disabili, anziani e bambini». Un servizio svolto da volontari che dedicano il proprio tempo per permettere a chi ha bisogno di potersi spostare e avere dei momenti di socialità. E che ora, senza la macchina, diventerà sempre più difficile garantire. «Siamo ovviamente tutti scossi, una cosa del genere ti lascia dentro una grossa ansia», prosegue un altro dei residenti nella strada fermo a guardare le carcasse annerite. Ora non resta che sperare che nelle prossime ore il lavoro di indagine dei carabinieri permetta di fare luce sull'incendio e dare un nome al responsabile. Un aiuto potrebbe venire dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza che, è l'auspicio, possono avere ripreso il piromane prima o dopo il rogo mentre la conclusione è nelle parole di Gianni Mordacci: «L'importante, è ovvio, è che non ci siano stati feriti. Ma resta l'amarezza: noi facciamo il possibile per aiutare gli altri. E dobbiamo invece scontare i gesti sconsiderati di gente che invece compie azioni come queste. Gesti assurdi. E che fanno molto male».
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