Luca Pelagatti
Le cause precise della morte le potranno chiarire solo il lavoro dei tecnici e i risultati dell'autopsia. Ma una cosa è apparsa evidente da subito: quella di Severino Zoppi è una tragedia che ha straziato più di una vita. La sua, finita a 83 anni nella casa colonica ristrutturata a due passi dalla via Emilia, così come quella del figlio che, stremato dai fantasmi nascosti nella sua mente, ne avrebbe provocato la morte. Ma senza dimenticare la sorte spaventosa della moglie della vittima, anch'essa altrettanto anziana, che senza nulla poter fare ha assistito a quella lite. L'ennesima. E senza forza ha visto il compagno della vita morire davanti al proprio figlio.
Sono pochi i nuovi dettagli che emergono sulla tragedia avvenuta l'altra mattina in largo 24 Agosto 1942, a due passi dal parcheggio scambiatore Ovest. I carabinieri del Nucleo investigativo guidati dal capitano Giovanni Martufi preferiscono la via del riserbo, rimandando al termine degli accertamenti la diffusione di altre notizie. Ma quello che è accaduto intorno alle 8 del mattino in quella casa ben tenuta, circondata da un curato giardinetto, è drammaticamente semplice e chiaro.
Tra il figlio Roberto, cinquant'anni e una lunga storia di pesanti disagio psichico alle spalle, e il padre è scoppiata una discussione. In quella casa, lo ammettono gli stessi investigatori, succedeva di frequente e i carabinieri parlano di altri interventi che si erano resi necessari già in passato. Ma i genitori di Roberto avevano sempre preferito cercare di coprire l'accaduto, provare a proteggere con il pudore dell'affetto il dolore che si concentrava tra quei muri. Fino a quando, l'altra mattina, non si è potuto più celare nulla.
Durante lo scontro tra figlio e padre quest'ultimo è finito a terra. Non è chiaro se a costargli la vita sia stata la caduta, e magari un urto del capo, o se il figlio lo abbia colpito con violenza.
Subito però la moglie di Zoppi ha compreso la gravità della situazione e ha allertato il vicino, un uomo di una cinquantina d'anni che da molto tempo lavora con gli Zoppi, prima nell'attività professionale di famiglia, poi come factotum e collaboratore.
L'uomo, che abita nella porta a fianco nella stessa abitazione, ha quindi richiesto l'arrivo del 118 che ha inviato un'ambulanza e un'auto medica. Ma per l'anziano non c'era più nulla da fare.
Intanto il figlio, sconvolto dall'accaduto si è rintanato al primo piano della casa colonica rifiutando i scendere.
Sono stati i carabinieri del Radiomobile, arrivati in forze su indicazione della centrale di Parma Soccorso che hanno iniziato un paziente dialogo con Roberto Zoppi che, dopo una iniziale resistenza, ha accettato di scendere e di collaborare con le forze dell'ordine.
Per qualche tempo l'uomo è rimasto all'interno della casa e solo qualche ora dopo è stato accompagnato in caserma dove è stato sentito a lungo. Nulla trapela sul suo racconto, sul contenuto delle sue parole e dei suoi ricordi. Secondo quanto emerso sembrerebbe che un primo esame del corpo dell'anziano morto abbia escluso la presenza di tracce evidenti di sangue, di inequivocabili segni di una emorragia. Questo aspetto, se venisse confermato, potrebbe avvalorare l'ipotesi che il decesso sia derivato dalle conseguenze di una caduta anche se non si può escludere del tutto l'ipotesi di un malore; l'anziano avrebbe sofferto di problemi cardiaci e l'emozione per il litigio sarebbe potuta bastare a fermargli il cuore. Ma come detto, per avere questa certezza, servirà attendere l'autopsia che è stata disposta dal pm Daniela Nunno che segue le indagini. Al momento l'accusa resta quella della prima ora: omicidio preterintenzionale e l'uomo si trova ancora in carcere.
Quando i riscontri dei periti arriveranno alcuni dei dubbi e dei condizionali che avvolgono questa storia si potranno chiarire e cancellare. Ma nulla potrà riportare la quiete in quella casa in apparenza così tranquilla. Ieri tutte le finestre apparivano chiuse e l'intero edificio sembrava deserto mentre intorno continuava la vita di ogni giorno. Quella vita che nella casa degli Zoppi sembra destinata ad essere finita per sempre.
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