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È morto il giornalista Marco Centenari, aveva 71 anni

30 Aprile 2018, 11:22

FRANCESCO BANDINI

Quella per le auto era una passione scritta nel dna della sua famiglia. Lui, semplicemente, l'ha declinata a modo suo, in un settore diverso da quello di suo padre e di suo nonno, ma sempre legato ai motori: il giornalismo automobilistico. E in quell'ambito Marco Centenari, scomparso ieri mattina all'età di 71 anni, era un'autentica autorità, conosciuto da tutti nell'ambiente ma poco nella sua città, per quella sua indole un po' schiva che faceva di lui una persona umile, sebbene fosse unanimemente riconosciuto come un grande giornalista.

Per averne conferma basta scorrere il suo curriculum, dove figurano tutte le principali testate di settore, nelle quali ha anche ricoperto incarichi di responsabilità, arrivando alla direzione di prestigiose riviste. Una penna romantica e poetica la sua, anche ironica all'occorrenza, ma soprattutto competente e documentata.

Originario di Roncocampocanneto, Marco Centenari ha vissuto a Parma, dove anche nei lunghi anni in cui ha lavorato a Milano tornava puntualmente ogni fine settimana per stare con la moglie e i figli e per respirare l'aria della sua amata città. Dopo la maturità classica al Romagnosi, Centenari ha subito iniziato a cimentarsi in quel mestiere che avrebbe scandito tutta la sua vita. La prima esperienza giornalistica risale al 1964 come collaboratore dell'edizione parmense del Resto del Carlino, dove scrive di sport e motori, dopodiché inizia la collaborazione con la Gazzetta di Parma come vice critico cinematografico.

Cronista a tempo pieno lo diventerà nel 1969 al Carlino di Parma. Ma è negli anni '70 che prende avvio quel cursus honorum che lo porterà nelle redazioni delle principali testate di motori: Milleruote, Quattroruote, Gente Motori e in seguito – dopo una parentesi di nuovo al Carlino – Tuttomoto (di cui sarà anche direttore), poi di nuovo Gente Motori come direttore e, a seguire, direttore di Automobilismo, vicedirettore di Auto Capital, direttore di Ruoteclassiche, condirettore di Quattroruote e direttore di Autoprò.

Di tutti questi importanti incarichi, quello che più gli dato soddisfazione personale è stato quello a Ruoteclassiche: oltre che giornalista di razza, infatti, era anche un amante delle auto d'epoca, di cui era un profondo conoscitore.

Diversi anche i libri che ha pubblicato, quasi tutti ispirati ai motori: in particolare «La favolosa Lancia» (storia del celebre marchio automobilistico), «Ferrari che gente» e «Ferrari che macchine» (tra le più fedeli e dettagliate storie della casa di Maranello, ricostruite attraverso le persone che hanno lavorato con Enzo Ferrari). Eccezione rispetto agli altri volumi, il libro «La suina commedia» sulla tradizione della norcineria nella Bassa parmense, un tema caro a chi come lui amava, oltre alle auto, anche la campagna e il giardinaggio.

Il legame con i motori risaliva al nonno Giovanni, fondatore negli anni '20 della prima autoscuola in città (in via delle Fonderie) e primo automobilista a conseguire la patente di guida a Parma. Anche il padre Giuseppe avrebbe proseguito nella tradizione motoristica di famiglia, lavorando come istruttore di guida e come venditore di auto Fiat.

Marco Centenari lascia la moglie Marta, i figli Margherita e Lorenzo (collaboratore della Gazzetta di Parma) e i nipoti Gaia e Giacomo. Il rosario sarà recitato oggi alle 19.30 nella chiesa di Santa Croce, mentre il funerale sarà celebrato mercoledì partendo alle 15 dall'ospedale Maggiore per la chiesa di Roncocampocanneto, dove alle 15.30 inizierà la cerimonia.

Al nostro collaboratore Lorenzo Centenari l'affettuoso abbraccio di tutta la Gazzetta di Parma.

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