FRANCESCO BANDINI
Aprire la bottega un sabato mattina e trovarvi davanti, in bella vista sul marciapiede, una pozza di sangue. E non in un'isolata stradina di periferia, ma in piena via D'Azeglio, di fronte all'Ospedale Vecchio. È quello che è capitato ieri a un esterrefatto esercente, che prima di lavare quella vistosa macchia, l'ha fotografata e ha avvisato la Gazzetta. Ma non le forze dell'ordine. «Cosa le chiamo a fare? Tanto conosco già la risposta, e cioè che non ci possono fare niente, visto che il fatto è successo la sera prima», è la sua osservazione rassegnata. E intanto indica il vicino contenitore di un defibrillatore, proprio all'angolo con piazzale Inzani, posizionato lì all'aperto per i casi di emergenza: è spaccato anche quello, con ogni probabilità urtato nel corso della colluttazione poi finita nel sangue.
Tutti segni di qualcosa di molto movimentato e cruento che si è consumato nella notte fra venerdì e ieri nel cuore dell'Oltretorrente. Qualcosa dai contorni ancora molto fumosi, visto che non risultano né interventi da parte di polizia e carabinieri, né denunce di un qualche tipo alle forze dell'ordine. L'unica cosa certa è che intorno alle 22 di venerdì sono intervenuti i City angels – che quotidianamente si occupano di verificare il funzionamento dei defibrillatori sparsi per la città –, dopo aver ricevuto la segnalazione che l'apparecchio era stato danneggiato in seguito a una colluttazione fra stranieri. Segno che tutto era già accaduto.
Ma le notti in Oltretorrente riservano sempre più di una sorpresa. E infatti, più o meno alla stessa ora, in molti dalle parti del vicino borgo Bernabei hanno avvertito una deflagrazione fortissima: «Qualcuno ha buttato qualcosa da un'auto in corsa», spiega un residente. C'è chi parla di bomba carta e chi dice che forse era solo un petardo molto potente. Fatto sta che la cosa ha spaventato parecchia gente nei dintorni.
Poi, verso l'1.30, una residente di via D'Azeglio, sentendo un gran vociare provenire dalla strada, si è affacciata e ha visto – vicino al luogo in cui è stata trovata la pozza di sangue – alcune persone inveire contro qualcuno affacciato a una finestra. «Non so se fossero italiani o stranieri, ma parlavano italiano e sono sicura che abbiano detto qualcosa a proposito di una macchia di sangue».
Poco più tardi, anche il titolare di un locale di piazzale Inzani, finito il lavoro, passando in via D'Azeglio ha visto due gruppi di giovani di colore che si gridavano reciprocamente frasi incomprensibili, con fare decisamente poco amichevole. «Non ho fatto caso se ci fosse o meno sangue a terra – ricorda –, ma il punto era proprio quello. E quei due gruppi di stranieri che litigavano sui due lati opposti di via D'Azeglio erano davvero molto alterati».
Se anche questi diverbi siano legati o meno al sangue sul marciapiede non è dato sapere. Ma di certo qualcosa di grave quella notte è accaduto, probabilmente una rissa o un regolamento di conti nell'ambiente dello spaccio di droga, che notoriamente prospera in quei borghi. Così com'è altrettanto sicuro che si tratti dell'ennesimo episodio di criminalità e degrado, che si inserisce in una situazione ben nota agli esasperati residenti e negozianti del quartiere, stanchi ma anche impotenti di fronte all'escalation di situazioni che testimoniano il progressivo peggioramento della situazione dell'Oltretorrente.
Esattamente sopra il punto in cui è stata ritrovata la macchia è presente una telecamera di sorveglianza del Comune, che potrebbe avere ripreso quello che è accaduto. Le immagini, però, non sono state ancora visionate, dato che non c'è stata alcuna richiesta in questo senso da parte di polizia o carabinieri. Ma da quei fotogrammi potrebbero arrivare delle risposte.
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