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Stanislao Farri. Rileggere il paesaggio

Stanislao Farri. Rileggere il paesaggio

15 Ottobre 2019, 10:02

Palazzo dell'Università,  in mostra 60 immagini in bianco e nero  dedicate alle strutture dei tre grandi architetti Calatrava, Kuma e Libeskind 
 

 Stanislao Farri fotografa Calatrava, Kuma, Libeskind: il titolo dell’esposizione, organizzata da Arnaldo Amadasi del Centro Sociale Universitario, nel Palazzo centrale del nostro Ateneo (Via Università, 12), realizzata con il patrocinio dell’Università di Parma, e curata da Sandro Parmiggiani, già suggerisce suggestioni visive attorno a celebri architetture che il noto fotografo reggiano ha indagato cercando verità e bellezza, oltre le linee, dentro le forme.
Esposte, fino al 25 ottobre (con orario dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 19; chiusura sabato e domenica), sessanta immagini in bianco e nero, in una ricognizione appassionata del territorio che si apre all’ingerenza del «nuovo» in una visione d’insieme.

Protagoniste le opere dei tre grandi a partire dalle architetture di Santiago Calatrava. Le linee e i volumi dei tre ponti che Farri aveva iniziato a fotografare già nel 2006 quando erano in fase avanzata di costruzione, fino ad opera ultimata, e della stazione ferroviaria si misurano in un susseguirsi di contrappunti, fra luci ed ombre, fra cielo e terra, fra dettagli e forme volte ad interagire con lo spazio.
Tre ponti che disegnano una tensione di libertà e la stazione ferroviaria, come un’onda ritmica; tutti attraversati da una lettura che lega i significati intrinseci al territorio d’appartenenza, l’uso e l’urgenza di bellezza in un reciproco dialogo dove l’occhio è portato a scoprire inattese armonie.
Nel 2001 il fotografo è stato pronto a cogliere «altri» contrappunti tra luce ed ombra attorno alla Casalgrande Ceramic Cloud, realizzata su commissione della Casalgrande Padana da Tengo Kuma, famoso architetto giapponese, che ha utilizzato piastrelle di gres porcellanato bianco, in sequenza di pieni e vuoti, volti ad interagire soprattutto con i cambiamenti di luce e le vicende climatiche. Nel 2015 viene inaugurata, sempre a Casalgrande, The Crown di Daniel Libeskind, di origini polacche ed emigrato da adolescente negli Stati Uniti, autore del Museo Ebraico di Berlino e selezionato come progettista principale per la realizzazione dello spazio delle due Torri Gemelle andate distrutte a New York. Farri si accosta a The Crown come se si trovasse di fronte a un’impervia montagna, che occorre conoscere in ogni suo versante e dettaglio per potere affrontare la scalata. Le piastrelle utilizzate sono autopulenti, assorbono l’anidride carbonica, svolgendo in fondo la stessa funzione di un bosco di alberi. Il colore delle piastrelle cattura e riflette la luce durante il dipanarsi dei giorni e delle stagioni.

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