×
×
☰ MENU

il libro

Guido Conti e Parma "Città d'oro" tra passato e futuro

Guido Conti   La Città d'oro tra passato e futuro

di Giovanna Pavesi

05 Gennaio 2022,12:36

Ha ridisegnato il profilo della città attraversandola nei suoi luoghi più evocativi, tramite le parole di chi, nei secoli, l’ha descritta, osservata e raccontata. Ma anche di chi ha visto, in quella Crisopoli mutevole, luoghi dell’anima e frammenti di storia ancora visibili. Quel viaggio partito nel 1200, compiuto nel 2020, poco prima della diffusione del Covid-19, e racchiuso in un ricco volume pubblicato da Libreria Ticinum Editore, Guido Conti l’ha intitolato «La città d’oro», perché Parma, nelle sue diverse fasi storiche (e culturali) è stata soprattutto questo.
Per ripensarla nel presente (e, soprattutto, nel futuro), lo scrittore parmigiano attinge dalle immagini che hanno costituito la sua identità. Il libro, che da sabato sarà disponibile solo su prenotazione in edicola, insieme alla Gazzetta di Parma (il costo è di 50 euro+ il prezzo del quotidiano), non racconta, infatti, una sola storia della letteratura, ma descrive, piuttosto, come le costanti culturali di uno spazio si riflettano nel rapporto tra innovazione e tradizione.
«La Città d’oro non rappresenta uno sguardo rivolto al passato, ma al futuro: come fa, per esempio, un architetto a progettare o a ripensare una città se non ne possiede un’idea? È la letteratura a costruire gli immaginari», spiega Conti, che presenterà il libro, il 12 gennaio, alle 18, con Sabrina Schianchi, responsabile marketing della «Gazzetta», con una diretta sulla pagina Facebook del quotidiano.
«Passeggiare la città significa attraversare la sua memoria, perché quando ti trovi di fianco al Battistero e osservi le formelle dell’Antelami, lo fai con lo sguardo di Charles Dickens o con quello di Umberto Saba - puntualizza l’autore, che nel volume unisce la cultura parmigiana alla percezione che la letteratura ha avuto dei suoi luoghi -. Mettere insieme questi elementi significa riscoprire la città attraverso gli occhi altrui e fare questo tipo di operazione è ricostruirne un’immagine che coincide con le memorie degli altri».
Il volume, scritto in un paio d’anni, è frutto di un lungo lavoro di ricerca, che propone una sintesi precisa (e piena di curiosità) della città e delle sue diverse tradizioni, così profondamente emiliane ed europee allo stesso tempo. Emerge, per esempio, la lunga permanenza di Francesco Petrarca a Parma, dove rimase 10 anni, descrivendo la peste in città e apprendendo da qui, nel 1348, della morte di Laura. «Non è un testo accademico, ma un libro per tutti, che spero venga adottato a scuola e che possa trasmettere un certo tipo di cultura - conclude Conti -. Come si fa a pensare a una città tra 10-15 anni? La cultura deve servire a questo. Il libro è un indicatore del fatto che Parma può rinascere, perché esiste una volontà prodotta anche dalla letteratura. Questo vuol dire Crisopoli: è un luogo che sta ripensando se stesso. Parma è la città del melodramma, dei poeti, del food, dell’architettura ed è talmente ricca che, forse, si fa persino fatica ad avere un’unica identità. Questo è il suo limite e la sua ricchezza».

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI