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COMANO

Due artisti dedicano un'installazione all'ex base Nato del Monte Giogo

Inaugurazione della mostra venerdì 20 maggio

18 Maggio 2022,20:40

È in programma alle 19 di venerdì 20 maggio l’inaugurazione di “E dopo questo fu il silenzio”, progetto site-specific realizzato da Marco Loi e Giacomo Bianco all’interno della loro residenza d’artista nel Comune di Comano. Vincitori del bando On-Site, su 374, hanno lavorato per 14 giorni nel Comune a loro assegnato, guardando nello specifico a passato, presente e futuro dell’ex base NATO del Monte Giogo. Il risultato: un’installazione fatta di immagini, video, suono, visitabile fino al 19 giugno nei fine-settimana, in orari 15-18 e su appuntamento. Per l’organizzazione, Spazi Fotografici e Matèria, con mentorship del curatore Matteo Balduzzi ed Elisa Medde, FOAM, si tratta di un incredibile risultato. “Un lavoro sviluppato con serietà e professionalità in un tempo ristretto ed utile ad attivare un dialogo concreto con luoghi e abitanti del piccolo comune montano” Un obiettivo per il futuro? “Cercare mecenati che possano aiutare i due artisti, come l’organizzazione stessa, come il territorio, a promuovere l’opera al di fuori della Lunigiana e, se possibile, nella stessa Lunigiana tramite la realizzazione di un’installazione permanente in luogo fruibile dal pubblico”.

Il progetto. Scrivono Marco Loi e Giacomo Bianco: “‘E dopo questo fu il silenzio’ indaga l’ex base militare troposcatter NATO (Livorno Station – Codice IMXZ) situata a 1500 m sulla cima del monte Giogo nel comune di Comano. Durante il periodo della guerra fredda copriva la ricezione e la trasmissione di informazioni criptate appartenenti al sistema di radiocomunicazione di allerta precoce ‘Allied Command Europe Highband (ACE High)’ che univa la Norvegia settentrionale attraverso l’Europa centrale fino alla Turchia orientale. Chiamato il monte con le orecchie, per decenni, ha svolto l’unica funzione per il quale fu eretto nel 1956: ascoltare i bisbiglii magnetici che, nella frequenza delle microonde, trasferivano informazioni essenziali nel vulnerabile scenario geopolitico fra mondo occidentale e blocco sovietico. Le orecchie del monte furono a lungo avvolte da nuvole e mistero, accessibili esclusivamente a coloro che avevano il compito di mantenerle attive e segrete fino all’avvento della nuova telecomunicazione satellitare. Nel 1994 il luogo si spense: i quattro paraboloidi di metallo smisero di ascoltare trasformandosi in semplice bussola geografica. Ponendosi un obiettivo che riecheggia come una domanda ‘E dopo questo fu il silenzio’ interroga metaforicamente l’attuale sistema percettivo delle parabole, proponendo una narrazione plurilinguistica che invita all’ascolto e alla riappropriazione di un luogo per anni negato”. Per il Sindaco di Comano, Antonio Maffei, e Francesco Fedele, vice-sindaco, si tratta di “un’importante occasione per valorizzare il Comune tramite la narrazione e riattivazione di un sito che per il Comune ha un grande valore storico, culturale e affettivo. Lo stesso evento di apertura in programma venerdì 20 maggio (orario 19-21:00) servirà anche a questo”.

Gli autori. Marco Loi e Giacomo Bianco sono due artisti italiani operanti in ambito visivo, provenienti l’uno da Eindhoven, l’altro da Mestre, entrambi diplomatisi – prima e dopo i propri personali percorsi - all’ISIA di Urbino. Con una pratica più vicina al fotografico (Bianco) ed una tendente all’utilizzo di media e strumenti altri (dal tessile al digitale al design più puro) si sono presentati insieme per questa esperienza per mettere alla prova e far dialogare le sensibilità affini ed un approccio che, in entrambi i casi, riflette profondamente sul territorio. Tra i loro sogni quello di creare un centro di produzione multi-disciplinare nel cuore della Sardegna, dove Marco è nato.

L’installazione, come il progetto, si inserisce nell’ambito di Lunigiana Land Art, vincitore dell’Avviso pubblico Borghi in Festival promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, festival diffuso in corso nei 12 comuni che lo realizzano fino al prossimo 3 luglio. Per maggiori informazioni sul festival tutto: www.lunigianalandart.it

© Riproduzione riservata

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