arte
Leggeri, eterei, sottili e delicati come farfalle lo sono davvero, i piccoli volti di un'opera che non a caso si intitola «Far-facce», variazioni sul tema del volto alla maniera di Adelmo Savani. Con certosina pazienza, in certo qual modo, scolpisce la carta (da pacco perlopiù): la prende, la colora, la bagna, la lascia asciugare, quindi ritaglia frammenti che poi assembla e ne trae delicate figure, tutte diverse una dall'altra, con maniacale originalità. Un mondo immaginario popolato di personaggi fantastici un po' tribali, un po' fantascientifici, mischiati ordinatamente come ricami incantevoli. Il risultato sono deliziosi collage che ricordano Mirò, Klee e Melotti (questi ultimi due i suoi prediletti), ma anche il messicano Rufino Tamajo, scomparso nel 1991, «conosciuto» grazie a una mostra diversi anni fa a Palazzo Strozzi a Firenze e mai più dimenticato.
Savani, classe 1954, nato a San Vitale Baganza ma parmigiano dall'età di 2 anni, ha sempre avuto la passione di manipolare l'antico materiale caro agli Egizi, fragile e robusto allo stesso tempo. Anche quando la sua professione lo impegnava in uno studio grafico, non ha mai smesso di cimentarsi e di sperimentare, affinando una sua personalissima tecnica.
Nello studio, ricavato in una stanza di casa dove nessuno può entrare, Savani, davanti al grande tavolo pieno di tempere, studia i soggetti e, con calma d'altri tempi, compone frammento dopo frammento le grandi e piccole tele. «Ho cominciato tanti anni fa con la carta da pacco, ho sperimentato la carta di riso giapponese, poi sono tornato a utilizzare la carta da pacco perché più adatta agli effetti che mi piace ottenere, in particolare quella ruvidezza che sgrana le forme. Ogni pezzettino è ritagliato e poi incollato. Con lo sgarzino dopo l'applicazione dei tasselli passo a sfumare i bordi, non mi piace che si vedano troppo le stratificazioni».
Non ci sono solo minuscoli volti nelle opere di Savani, le figure si moltiplicano continuamente e mutano al punto che a volte diventano elementi astratti. E' l'istinto del momento a guidare l'immaginazione. Giochi di forme dall'effetto per niente scontato, intrecci virtuosi di linee costruite con innato senso estetico, pieni di grazia e fantasia.
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