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Al Vittoriano una mostra con l'ultimo ritratto di Giuseppe Mazzini. Sangiuliano: "Simbolo del Risorgimento ed esponente di peso del pensiero occidentale"

01 Giugno 2024, 15:25

«Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini», il capolavoro di Silvestro Lega che ritrae il padre della patria nell’istante della morte, è esposto al Vittoriano dove è stata inaugurata la mostra «L'ultimo ritratto: Mazzini e Lega, storie parallele del Risorgimento». Al centro del progetto espositivo il dipinto di Lega, a sua volta fervente mazziniano e seguace degli ideali repubblicani, è un dipinto di straordinaria intensità e rilievo artistico, in cui l’eroe risorgimentale viene ritratto qualche ora prima della morte, in tutta la sua fragile e composta umanità.

La tela, conservata nel Museum of Art, Rhode Island School of Design di Providence (USA), è in prestito fino all’8 settembre grazie alla volontà del Ministero della Cultura per poter essere esposta al Vittoriano, «simbolo per eccellenza del Risorgimento, della Repubblica e dell’identità storica, artistica e culturale italiana». L'opera, una delle icone del Risorgimento che l’Italia vorrebbe acquistare, è l’ultima tappa di un percorso espositivo che si apre con un’importante e recente acquisizione da parte del Vittoriano: il Busto di Giuseppe Mazzini eseguito dallo scultore pavese Giovanni Spertini nel 1878, lo stesso anno in cui, alla morte di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia, lo Stato concepì l’idea di realizzare un monumento in sua memoria, il Vittoriano appunto.

L’opera di Spertini, che rappresenta Mazzini con la fascia recante uno dei suoi motti più celebri «DIO E IL POPOLO», è stata acquistata dal VIVE sul mercato londinese e andrà ad arricchire il percorso di visita sulla storia e il mito del Vittoriano, ora in corso di realizzazione. In mostra è esposto anche lo scialle appartenuto a Carlo Cattaneo e che ne avvolse la salma nel 1869 e che Mazzini conservò e volle indossare anche nel momento della sua morte nel marzo del 1872. Lo stesso dipinto di Leva ritrae i l’eroe risorgimentale che indossa lo scialle sul letto di morte.

«Questa mostra nasce con un obiettivo preciso: rilanciare presso il grande pubblico la conoscenza di Giuseppe Mazzini e dell’intero Risorgimento utilizzando uno strumento specifico: le arti figurative. In questo caso si tratta di un dipinto che viene da molto lontano, dagli Stati Uniti, «Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini» realizzato da Silvestro Lega uno dei protagonisti della pittura italiana della seconda metà dell’800». La direttrice del Vive, Edith Gabrielli, racconta così la genesi della mostra al Vittoriano su Giuseppe Mazzini.

Il ministro Sangiuliano: "Mazzini esponente di peso del pensiero occidentale"

«Il Vittoriano, la Casa del Risorgimento Italiano-  dichiara il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano -, è il luogo naturale per ospitare la mostra dedicata a Giuseppe Mazzini, che di quel processo Storico fondativo della Nazione è colui che meglio ha incarnato i valori e personificato le gesta. La dimensione del suo impegno e la sua statura politica hanno travalicato i confini della storia italiana per farne un esponente di peso del pensiero occidentale, come dimostra il fatto che Gli ultimi momenti di Giuseppe Mazzini di Silvestro Lega, simbolo iconico di questa mostra, provenga dal Museum of Art, Rhode Island School of Design di Providence dove è custodito negli Stati Uniti. Il Ministero della Cultura si è adoperato per ottenerne il prestito e, fino all’8 settembre, insieme a oltre sessanta opere, sarà esposto a beneficio del pubblico che potrà così riavvicinarsi a questa grande figura della nostra Patria». 

Sangiuliano: "La via antimarxista di Mazzini è un valore"

«Mazzini è un assertore del popolo, e infatti il suo motto è Dio e Popolo, e quindi lui teorizza il valore della sovranità nazionale nei suoi scritti: i governanti devono essere espressione della sovranità popolare. Però lui cerca una via alla socialità che è antimarxista, e questo è un valore importante. In lui c'è la ricerca del valore della solidarietà e socialità ma non passando per la lotta di classe, superandola. In nome di che cosa? Della coesione nazionale». Risponde così all’ANSA il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, alla domanda se Mazzini debba considerarsi un simbolo dell’anticomunismo

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