INSERTO LA DOMENICA / VISIONI D'ARTISTA

Sembrano sottili veli svolazzanti tra il celeste e il grigio, tenui al limite della trasparenza, appoggiati delicatamente su tela dipinta color mattone. Fissati uno all'altro con piccoli «spilli» fluorescenti che danno ordine e armonia al caos emotivo. Si tratta invece di campiture acriliche uniformi e piatte, anche se l'effetto appare tridimensionale e in movimento. «Tensione», della serie «Forme in bilico», il titolo del quadro scelto questa settimana. L'abbinamento è elegante, sobrio ma nello stesso tempo potente, come il modo dell'autore di stare nel mondo tra urgenze emotive impellenti e periodi di stasi meditativa. C'è una grazia recondita, rivelatrice di grande sensibilità, nel lavoro di Aldo Orlandi, pittore di lungo corso.
Classe 1960, vive e lavora a Parma. Dipinge da sempre. Trova nell'arte di Morandi il suo punto di riferimento per la dimensione spirituale, riflessiva che le ripetizioni instancabili sanno creare magicamente. «Una dimensione ai limiti del religioso - spiega l'artista -. Per me ogni opera si lega all'emozione del momento. Alle fasi della vita, mai uguali. La pittura è un viaggio, un prolungamento dell'esistenza quotidiana dell'artista. Amo la pittura del Trecento e del Quattrocento, quella fatta di figure statiche, di forme definite dal colore e dalla luce. Amo Beato Angelico e Piero della Francesca. Tra gli artisti più vicini a noi metto Pellegrini, Licini, Klee ma sicuramente tra i miei prediletti c'è Giorgio Morandi, proprio per quella sua capacità di rappresentare il silenzio. Vorrei che anche i miei quadri trasmettessero questo senso di pace».
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