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Frana di Capriglio, l'ira del sindaco Bodria: «I lavori subito o evacuo il paese»

Frana di Capriglio, l'ira del sindaco Bodria: «I lavori subito o evacuo il paese»

18 Settembre 2018, 10:32

Beatrice Minozzi

Sono sentimenti di delusione e amarezza quelli che esprime il sindaco di Tizzano, Amilcare Bodria, a nome dell’intera comunità tizzanese. A scatenarli gli inaccettabili ritardi, da parte della Regione, nell’inizio dei lavori che potrebbero riportare i tizzanesi a dormire sonni tranquilli dopo 5 anni di incubi, iniziati quando il dissesto idrogeologico mise in ginocchio un intero comune, quello di Tizzano appunto, che fu il più colpito a livello regionale dagli eventi calamitosi del 2013 e del 2014. «Mi riferisco agli interventi per il consolidamento dell’abitato di Capriglio e dell’abitato di Tizzano in via Brigate Partigiane» precisa Bodria, che poi aggiunge: «il dirigente del Servizio tecnico di bacino Francesco Capuano ci aveva assicurato che a Capriglio i lavori sarebbero partiti ad inizio estate del 2017, ma così non è stato. Quest’inverno, quando si temeva che la frana potesse essersi rimessa in moto, abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che sarebbero partiti nel luglio di quest’anno. A luglio sono stati affidati i lavori, che però non sono ancora partiti».

Per quanto riguarda l’intervento nel capoluogo, invece, «i fondi necessari per realizzare l’intervento sono disponibili dal febbraio del 2017, ma i lavori non sono ancora stati appaltati perché non si sa quale sia l’ufficio regionale che deve dare corso alla procedura d’appalto, visto che a Parma manca il referente amministrativo per poter espletare queste procedure, - mentre noi, a livello comunale, con lo stesso filone di finanziamenti nel gennaio scorso abbiamo ultimato i lavori del parcheggio Goliardo Padova, di strada dei Lavioni, di via Bocchialini e di via Bruno Bocconi, che conduce a Rusino, per i quali ci siamo avvalsi dei progetti stilati dal Consorzio di bonifica parmense».

«Senza contare poi - aggiunge Bodria - che i progetti predisposti dalla Regione non tengono mai conto dei lavori necessari per il ripristino della rete fognaria, per cui il Comune si è fatto carico della progettazione, mentre Iren ha già stanziato 300 mila euro». Ma c’è un altro tasto dolente, soprattutto ora, in vista dell’ennesima stagione invernale (la sesta ormai) in cui Schia dovrà fare a meno della «sua» strada provinciale, quella che collega il capoluogo tizzanese alla stazione sciistica più amata dai parmigiani, spazzata via da una frana nell’aprile del 2013. «Quale altra strada provinciale, a livello regionale, è interrotta da 5 anni, senza neppur uno straccio di previsione di intervento? - si chiede Bodria allibito - Come Comune e Provincia ci siamo mossi per reperire i finanziamenti che servono per fare sondaggi e rilievi necessari per procedere con la progettazione, avendo la disponibilità dei tecnici del Consorzio di bonifica parmense, ma non li abbiamo trovati. Abbiamo anche segnalato diverse volte la criticità della situazione del cimitero di Musiara Inferiore, minacciato da una frana, visto che si prospetta la necessità di trasferire le salme. Ma anche in questo caso - precisa Bodria - provvedimenti regionali in questo settore non sono stati presi».

«E si che di promesse ne sono state fatte tante. Promesse di attenzione, di impegno, di risposte, anche dal presidente Bonaccini in fase di campagna elettorale, nel 2014». «Promesse disattese» come sottolinea Bodria, che però anticipa di non aver più intenzione di vivere nel panico, con la paura che il movimento franoso che minaccia Capriglio possa rimettersi in moto portandosi dietro case e mettendo a rischio l’incolumità degli abitanti della zona. «Abbiamo già avvisato chi di dovere, a livello regionale, che se a breve non partiranno i lavori la nostra amministrazione a metà ottobre, in previsione della stagione delle piogge, procederà con la dichiarazione di inagibilità delle case a ridosso della nicchia di distacco della frana, con provvedimenti di evacuazione e trasferimento dei residenti».

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