APPENNINO
Dopo il pronunciamento del Ministero dell’Ambiente, che ha dichiarato improcedibile l’istanza relativa al progetto eolico Parma B, resta da capire il destino del progetto Parma A, a oggi formalmente l’unico procedimento attivo che prevede di installare 22 aerogeneratori ciascuno pari a 6,2 MW per una potenza complessiva di 136,40 MW nei comuni di Bardi, Borgotaro e Valmozzola. «In linea teorica, il Mase potrebbe proseguire l’istruttoria limitatamente a quel progetto, valutandolo come intervento autonomo», dichiara Francesco Mariani, presidente dell’Unione dei Comuni Valli Taro e Ceno. Che contestualmente sottolinea la posizione invariata dell’Ente: «Il nodo centrale rimane lo stesso sollevato con la delibera n. 33 del 29 ottobre 2025 e con le osservazioni depositate entro il 31 ottobre – ricorda –: la connessione territoriale e funzionale tra i due progetti. La stessa comunicazione ministeriale richiama il principio del divieto di frazionamento artificioso di interventi sostanzialmente unitari». Va però ricordato che la comunicazione del Mase non mette al palo il Parma A. Anzi. «Credo che ora si aprano tre possibili scenari – avvisa Mariani -. Il primo è che Duferco scelga di andare avanti esclusivamente con Parma A, difendendone l’autonomia progettuale: in questo caso sarà fondamentale verificare se gli elementi di connessione già evidenziati restino tali da imporre comunque una valutazione più ampia degli impatti cumulativi sull’area vasta. Il secondo scenario è che il proponente presenti un nuovo progetto unitario che ricomprenda entrambi gli interventi, riaprendo integralmente l’iter. Il terzo, non secondario, è una revisione sostanziale o un ridimensionamento dell’impianto Parma A, alla luce delle criticità tecniche sollevate da Comuni, Provincia e Regione.
Per quanto riguarda il progetto, infatti, va ricordato che a oggi non risulta alcun esito definitivo: l’istruttoria è in corso e le osservazioni dei territori sono agli atti. «La fase è delicata e non consente semplificazioni – conclude Mariani -. Come Unione e come amministrazioni locali continueremo a seguire con attenzione ogni sviluppo. La nostra posizione resta coerente: la transizione energetica è un obiettivo condiviso, ma interventi di questa scala devono essere valutati con rigore, nella loro effettiva dimensione territoriale, senza artifici procedurali e nel pieno rispetto delle comunità montane. A oggi, il territorio ha dimostrato compattezza istituzionale e serietà tecnica. Continueremo su questa linea». Anche secondo il sindaco di Borgotaro Marco Moglia, allo stato dell’arte Duferco ora potrà valutare se presentare una nuova istanza di Via (che comporterebbe la rinuncia alla richiesta di valutazione per Parma A), comprendente sia le opere previste in Parma A che in Parma B; ovvero, se mantenere in essere la procedura di Parma A e chiedere di integrare il progetto comprendendo anche le opere previste in Parma B. «Entrambe le soluzioni, che presenterebbero comunque a mio avviso ulteriori censure meramente procedurali, risulterebbero nel merito ancora più impattanti. Infatti, se in relazione al solo progetto di Parma A i Comuni coinvolti hanno giudicato abnorme il danno per il territorio e la carenza d’indagine tecnica in senso lato, l’intuibile impatto ambientale di un progetto comprendente in aggiunta le opere di Parma B risulterebbe ancora più devastante. Restiamo in attesa della scelta da parte della società, ma ciò che è certo è che ci attrezzeremo a livello difensivo per contrastare l’avanzamento del progetto, con ogni mezzo e misura esercitabile».
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