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Trattoria Capelli: il tempo si è fermato. Vincono tradizione e buoni salumi

Trattoria Capelli: il tempo si è fermato. Vincono tradizione e buoni salumi

Si  potrebbe essere tentati di ripubblicare la recensione scritta a seguito dell’ultima visita di otto anni fa essendo rimasto invariata la proposta di cibo, l’ambiente, l’accoglienza. Ma questa è una piacevole trattoria con, come avverte il menu, «piatti tipici e cucina casalinga» e dunque vale ancora la pena correre il rischio di dovere magari ripetersi nel rendere conto dei piatti assaggiati. Va tuttavia detto che la costanza è una qualità e qui si manifesta nella fedeltà ai principi della tradizione, nel fare tutto in casa con materie prime del territorio, nella generosità delle porzioni e nella disponibilità, nei primi piatti, ad accontentare la curiosità con portate bis, tris e quadris. Tavoli ben preparati e distanziati nelle diverse sale in stile rustico moderno distribuite su vari piani della casa (un tempo piccola osteria con negozio e tabacchi) all’interno di una corte contadina. Le morbide micchette di pane di pasta dura, saranno perfette coi salumi, e una carta dei vini con scelte discrete e prezzi congrui.

La cucina, i piatti
S’è detto fedeltà a un menu invariabile, ma qualcosa nei salumi è cambiato, segno di attenzione e capacità di selezionare e stagionare. Accanto al sempre ottimo prosciutto di maiale nero (Rosa dell’Angelo) con 36 mesi di stagionatura (20 euro) e tagliato a mano che, per suadenza, freschezza e intensità, è sempre meritevole d’essere assaggiato, ora il patron propone un prosciutto Antico Bianco di un piccolo produttore dal nome tenuto segreto: da maiali rosa allevati semi bradi e poi 32 mesi di stagionatura per un salume di grande finezza, dolcezza piena e pulita, sentori di bosco. Ottimo livello anche nel crudo di spalla disossato (lo spallaccio), dove la parte dolce e grassa si fonde armonicamente col sapore intenso della parte magra. Accanto a questi campioni, appare discreta la culaccia, il salame ben stagionato, mentre la gola è perfetta accompagnata da piccoli lingotti di polenta croccante. Potrebbe già bastare così, ma le tagliatelle, i tortelli, gli gnocchi, anolini e passatelli in brodo inducono in tentazione. Ragù di salsiccia, di salsiccia e funghi o di fagiano (profumo di ginepro e chiodo di garafono coprono il sapore della carne) per condire sode tagliatelle; i classici tortelli, e anche di spalla cotta; savarin al riso con prosciutto cotto; lasagne su prenotazione e gnocchi o tortelli di patate con un soffritto rosso, profumato e intenso che merita di essere ricordato, come le uova di pollaio con la pancetta e la polenta fritta. L’ossobuco di vitello coi fagioli e zeste di limone è piatto ricco e greve; e ancora: coniglio, galletto, cinghiale, capriolo o lepre alla cacciatora; brasato; punta al forno ripiena; coniglio arrosto ripieno; filetto irlandese ai ferri.

Per finire
La selezione dei formaggi Guffanti (13 euro) o una ricca scelta di dolci: la zuppa inglese, le crostate, il tiramisù o il tiramigiù (con mandorle e amaretti), gelati, sorbetti, macedonia di frutta, torta di mandorle o di mele. Prezzi: coperto 1 euro; antipasti 10-13,50; primi10-14; secondi 8-15; dolci 5-6. Menu esposto, ingresso e bagni con gradini, parcheggio nei dintorni, cani non ammessi.

Non mancate
Salumi, tortelli con soffritto
 

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