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Agriturismo Lamoretti: tanta quiete, buona cucina e i vini della cantina

Agriturismo Lamoretti: tanta quiete,  buona cucina e i vini della cantina

Il nome Lamoretti rimanda a buoni vini, a vigneti adagiati sulle colline di fronte al castello di Torrechiara in una delle migliori aree vitivinicole della nostra provincia. Seguendo l’aria dei tempi, vi si sono organizzate visite e degustazioni, serate di musica e sono sorte le strutture ricettive idonee a ospitarle. Anche agriturismi, come nel caso dei figli di Isidoro Lamoretti che ora conducono cantina e azienda agricola di famiglia. Hanno riadattato la casa del podere con due sale da pranzo e soprattutto hanno fatto la scelta intelligente di chiamare a condurre la cucina Lorella Pavan, cuoca di sicura capacità, appassionata e rigorosa, che ha chiuso la sua «Ciastra d’san Michel» a Corniana e si è trasferita qui con tutto il suo saper fare.

La cucina, i piatti
L’impronta è quella di una lettura moderna dei piatti della tradizione e attenzione alla leggerezza, a dosare in punta di piedi i condimenti, alla cura delle cotture. Ogni cosa è fatta in casa alla mattina e anche qui, com’era alla «Ciastra», è possibile trovare, eredità del periodo trascorso lassù dalla cuoca, qualche piatto di cucina milanese (risotto e ossobuco, cassoela, cotoletta all’orecchia d’elefante) che è bene richiedere al momento della prenotazione, perché l’agriturismo propone giustamente una scelta ridotta di piatti e questi ultimi non sempre si trovano. Il dolce calore di una stufa a legna, tovaglie impeccabili, tavoli distanziati, certificato verde controllato ed ecco la torta fritta, gonfia, leggermente panosa, asciutta e perfetta con un buon salame di lunga stagionatura, il lardo marinato (invero dimenticabile); bene coppa e prosciutto. Alcuni pezzi a triangolo di torta fritta hanno il cuore di ghiotta Gorgonzola. Per bere c’è a disposizione la cantina Lamoretti e così si possono assaggiare a bicchiere i vini più adeguati ai piatti e allora ecco la fragrante Malvasia frizzante secca. Coi primi, e forse ultimi, porcini freschi (la stagione quest’anno non è delle più ricche) buone tagliatelle dalla pasta soda e profumata; stesso formato con un ragù dal sapore deciso fatto con pasta fresca di salame. Anche crespelle al forno dalla pasta sottile e delicata e cremoso ripieno con porcini secchi. Si beve il Lambrusco Maestri piacevolmente vinoso e rotondo. Prenotandoli anche tortelli, anolini, lasagne... Ai secondi, oggi, e come in genere usa la domenica, ci sono gli arrosti: la faraona è di cortile, la pelle brunita e croccante, la carne piena di sapore, ricca, elegante. Anche paletta di vitello arrosto, morbida, tenerissima. Patate al forno fondenti, ratatouille di verdure in piccoli pezzi e Vigna del Guasto 2015, barbera e bonarda di grande concentrazione e personalità. Un piccolo sorbetto di Vino del campo (croatina passita) prepara ai dolci.

Per finire
La crostata con marmellata di amarene fatta in casa è ancora tiepida; per i più golosi c’è il tiramisù o l’impegnativa zuppa inglese -e un bicchierino di Vino del campo. Prezzi: coperto 2,50 euro; antipasti 12; primi 13-15; secondi 15-18; dolci 5-7. Menu non esposto, gradini all’ingresso, bagni e parcheggio comodi.

Non mancate
Faraona

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