MUSICA IN LUTTO
Non era tanto la voce, così diversa dalla potenza che andava di moda in quell'epoca. Quanto le parole, l’eleganza, la malinconia. Era quella cosa che stringe il cuore e porta altrove: nella profondità dell’esistenza. Con la sensibilità lirica di chi sa parlare alla realtà. Gino Paoli, scomparso oggi all’età 91 anni, ha conquistato generazioni di ascoltatori. Colonna sonora di affetti, storie d’amore, cantautore delle imperfezioni e dei dolori della vita. Ma dietro quella voce limpida, dietro quelle parole chiare, si nascondeva quasi una rockstar: con i suoi vizi, con le sue dosi brutali di ironia, onestà, intensità.
Un filo sottile fatto di emozioni ha collegato il grande cantautore a Parma.
Oltre all'indimenticabile maxi concerto negli anni '80 davanti al Duomo, sulla scia di "Cosa farò da grande" (Five Record, 1986) e "L'ufficio delle cose perdute" (Dischi Ricordi, 1988), sono state tante le occasioni di incontro e scambio tra note, riflessioni, sensibilità con il nostro territorio. Nel 2007 nel Cortile della Pilotta, si esibì con i quattro grandi jazzisti - Enrico Rava alla tromba, Danilo Rea al pianoforte, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Roberto Gatto alla batteria - che lo hanno accompagnato in un'originalissima rilettura dei suoi classici. Ancora nel 2013 la voce inconfondibile di Paoli e il pianoforte di Danilo Rea hanno dato vita, a Fontanellato in occasione della rassegna "Musica in castello", a una storia d'amore infinita fatta di note e canzoni.

Qui sopra, Gino Paoli insieme a Danilo Rea a Fontanellato
Si è esibito in un concerto gratuito nell'agosto 2017 in occasione della Festa del Pomodoro Riccio (a Traversetolo). Anche in quel caso, fu un successo: 1200 posti esauriti senza contare centinaia di spettatori in piedi. «Alcune canzoni sono talmente vostre che io sono un po' imbarazzato a cantarle», aveva detto sorridendo al pubblico parmigiano. E' poi tornato nel Parmense nel 2018, con un concerto a Teatro Nuovo di Salsomaggiore. E nel 2020 la sua voce, nel brano "Ricordati", è stata utilizzata in uno spezzone del film di Bertolucci "Prima della Rivoluzione" per promuovere le attività di Parma Capitale della Cultura.

Nella foto, il folto pubblico in occasione del concerto di Paoli per la festa pomodoro Riccio di Parma
Portando nella nostra provincia il suo repertorio, Gino Paoli ha saputo regalarci la saggezza e l'emozione di quelle melodie che non hanno fretta. Frasi brevi, una voce calda, il pianoforte che accarezza gli accordi come fossero confidenze. Paoli è sempre stato un maestro dell’ellissi: toglie, sfoltisce, lascia affiorare. E Parma, città di orecchio fino e tradizione lirica, lo ha saputo ascoltare con cura e attenzione. "Il cielo in una stanza", "Senza fine", "Che cosa c’è", "Sapore di sale". Le sentiremo cantare a lungo, per sempre. Ogni canzone resta. Come una promessa.
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