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PARMA

Dai formulari scritti a mano ai prodotti più innovativi: in mostra i primi 40 anni di Davines - Foto Video

14 Marzo 2023, 17:18

Davines compie quarant'anni e per festeggiare questo traguardo ha organizzato una mostra speciale nelle serre del suo quartier generale di Parma. Dal 15 marzo al 31 dicembre prossimo sono esposti oggetti e fotografie che raccontano la storia dell'azienda. Fra questi, i "ricettari" da laboratorio dei coniugi Bollati all'impianto di serigrafia originale per la stampa di flaconi, dai primi prodotti fatti per conto terzi negli anni Ottanta a una carrellata di tutte le novità che hanno contraddistinto l'azienda che oggi è una delle principali B-Corp italiane. 

Taglio del nastro con Davide Bollati, presidente del gruppo Davines, Stefania Bollati, Head of Wellbeing, e la signora Silvana Sarzi Amadè, che 40 anni fa, insieme a suo marito Gianni Bollati, ha fondato Davines. 

Nella fotogallery, l'inaugurazione della mostra

Dagli albori alla presenza internazionale: la storia di Davines

È il 14 marzo 1983 quando Gianni Bollati avvia a Parma insieme alla moglie Silvana un’attività di fabbricazione su licenza di prodotti per capelli.

Il nome della società, Davines, richiama quelli dei loro figli, Davide e Stefania, e inizialmente l’attività si svolge nella casa di famiglia. Silvana si occupa delle formule: è una cuoca di ricette alimentari e chimiche, mentre Gianni gira l’Italia su un furgone FIAT 238 per vendere la merce ai grossisti. Sin da subito ritengono importante farsi supportare dai migliori esperti italiani del settore, in particolare si ricorda la collaborazione con il professor Maggesi, noto tricologo dell’epoca. I primi successi non tardano ad arrivare: Gianni registra ordini da numerosi saloni di acconciatura in tutto il nord Italia e presto organizza una rete di distribuzione sempre più capillare in tutto il Paese.

La taverna non basta più e un giorno alla fine del 1984 Gianni decide di compiere il primo grande passo: l’acquisto di un capannone. La famiglia così inizia a strutturare le proprie attività e nel 1987 assume i primi dipendenti.

L’azienda lancia prodotti sia con il proprio marchio – il primo è l’Oil non Oil, una formula organica naturale arricchita con proteine ad azione protettiva e ristrutturante – sia per conto terzi. La creazione di formule personalizzate per vari clienti favorisce la nascita di un rapporto speciale con il mondo professionale, sempre al centro dei pensieri dei fondatori e punto di forza dell’azienda anche oggi.

È Davide per primo, dopo il master in Cosmetologia negli Stati Uniti, a imprimere nel 1992 una sterzata allo sviluppo della Davines, rifondando il laboratorio di ricerca, concentrando le energie sui mercati internazionali e introducendo con consapevolezza intere linee a marchio Davines. La prima è Becoming, una linea completa per la cura del capello lanciata alla fine del 1992, molto innovativa da un punto di vista del design, infatti i flaconi erano ideati dalla designer newyorkese Angela Voulangas, con cui l’azienda collaborerà per qualche anno. Nel 1996 è la volta di Mask, una gamma moderna per la colorazione dei capelli.

Il 1996 vede anche la nascita del brand, Comfort Zone, attivo nel settore skincare e diffuso oggi in oltre 10 mila centri estetici e 5000 spa nel mondo. Il marchio si fonda su un’idea multiculturale e innovativa, come frutto della fusione tra progresso americano, tradizione europea e saggezza orientale; un’evoluzione rispetto ai competitor dell’epoca. Si applica così alla divisione skin care lo stesso approccio olistico intrapreso per l’hair care:  il concept di Comfort Zone infatti si ispira ad una nuova dimensione del trattamento estetico, incentrato su una linea cosmetica altamente innovativa che ha come obiettivo la creazione di un benessere unitario, agendo sulla dimensione esteriore per favorire anche quella interiore.

Nel 1998 anche Stefania entra a lavorare in azienda, subito dopo il diploma, ed una volta completati gli studi in giurisprudenza inizia ad occuparsi sia dei numerosi marchi e brevetti depositati, sia della gestione delle persone, il bene più prezioso per la famiglia Bollati. In particolare, Stefania diventa Head of Wellbeing approfondendo gli effetti del benessere lavorativo sulla vita delle persone e viceversa.

La dimensione strategica del Gruppo Davines è quella della sostenibilità, un fil rouge che, sin dagli esordi di Gianni e Silvana, guida l’operato e le scelte della famiglia e del Gruppo. La volontà della famiglia Bollati di migliorare l’azienda nel rispetto dell’ambiente ha fatto sì che il Gruppo sia stato tra i primi nel settore a introdurre prodotti che coniugassero una formulazione quanto più sostenibile a una performance professionale.

Nel 2004 l’azienda decide di intraprendere un percorso di managerializzazione e chiama alla guida del gruppo Paolo Braguzzi, professionista di grande esperienza nel settore hair care. Ha inizio così un percorso di consapevolezza e di sensibilizzazione a tematiche valoriali che porta alla nascita, tra gli altri, della Carta Etica e delle Guide per gli Eco-saloni, dei primi programmi di compensazione delle emissioni dell’azienda e del Rapporto di Sostenibilità. Nel 2006 il brand Davines inizia ad utilizzare il claim “Sustainable Beauty” nel proprio logo, ad espressione dell’impegno dell’azienda nel mettere la sostenibilità al centro del proprio business.

Si allarga ulteriormente il dibattito e il confronto all’interno dell’azienda sul tema della sostenibilità portando a scelte e iniziative che possono essere considerate una forma embrionale di attivismo. Le Giornate della Bellezza Sostenibile e le campagne I Sustain Beauty, nel 2014, sono un ponte verso il mondo della cultura e verso tutti coloro che si sentono vicini a questi valori.

Questa ricerca e questa condivisione si trasferiscono anche sui prodotti e sull’estetica del packaging che si differenziano dagli altri del settore: nascono così le linee Essential Hair Care, More Inside e OI che, partendo da ingredienti vicini alla natura e materie prime di altissima qualità, sono un manifesto dei core value dell’azienda. La visione del Gruppo Davines è circolare e rigenerativa, con l’obiettivo di ripristinare l’equilibrio tra gli esseri umani e la natura.


A partire dal 2004 e nel giro di pochi anni il Gruppo Davines apre anche numerose filiali: New York, Parigi, Londra e in seguito Città del Messico e Hong Kong.

Nei primi dieci anni del 2000 il fatturato passa così da 20 a 60 milioni di euro, grazie alla crescita del brand Davines, ormai conosciuto e apprezzato in decine di paesi del mondo, e alla esclusiva identità di Comfort Zone che trova nei centri estetici e nelle Spa il luogo migliore per l’espressione delle sue caratteristiche: per esempio l’armonia della linea Tranquillity e le formulazioni organiche di Sacred Nature. Comfort Zone si rafforza ulteriormente nel 2011 con un Comitato Scientifico internazionale frutto della collaborazione del Laboratorio di Ricerca e Sviluppo del Gruppo con importanti studiosi e Università. Da qui nasce nel 2012 Skin Regimen, una linea protagonista di un nuovo approccio olistico alla natura, rappresentativo della contemporaneità.

Nel 2014 la linea Essential Hair Care fa un ulteriore passo avanti lanciando un accordo con Slow Food: infatti ogni prodotto contiene un ingrediente attivo proveniente da un Presidio Slow Food italiano, che salvaguarda la biodiversità e sostiene le aziende agricole familiari impegnate in produzioni come quella del Pomodoro Fiaschetto di Brindisi o del Cappero di Salina.

Negli ultimi anni il Gruppo Davines accelera ulteriormente lo sviluppo: dal 2016 diviene B Corp, entra cioè a far parte di quel gruppo di aziende che si impegnano a rispettare determinati standard e operano in modo tale da ottimizzare il loro impatto positivo verso i dipendenti, le comunità nelle quali operano e l’ambiente. Il Gruppo si fa anche promotore attivo del raggiungimento di questo risultato da parte di altre realtà, fornitori e partner.

Nel 2019 il Gruppo modifica il suo statuto in Società Benefit e nel 2021 è tra i fondatori della B Corp Beauty Coalition che mira a promuovere un cambiamento sistemico e duraturo nell'industria del beauty. La Coalizione in un anno ha raggiunto 58 membri provenienti da 6 paesi diversi, raddoppiando i numeri iniziali.

L’attuale approccio strategico alla sostenibilità può essere rappresentato dal “Davines Group Sustainability Eco-system", per cui i vari progetti sono connessi da un’armonia di intenti che ne potenzia l’impatto: l’interdipendenza è un fondamento valoriale e operativo per le aziende B Corp. Al centro vi è il Sole, ossia il concetto di Sostenibilità Rigenerativa; attorno, i 9 “pianeti” ossia gli ambiti strategici suddivisi nelle tre aree di azione delle B Corp: People, Planet e Community. Ognuna, a sua volta, prevede specifici pilastri. In particolare, la macroarea Planet, che riguarda più direttamente l’impegno sull’ambiente, poggia su decarbonizzazione, circolarità, conservazione e valorizzazione della biodiversità. Infine, il principio della Trasparenza è una responsabilità assunta a tutela dei propri stakeholder, così come l’impegno in un’attività di advocacy fondata sulla collaborazione con altre imprese che condividano gli stessi valori.

Inoltre, aprono nuove filiali in Europa, a Deventer in Olanda che dal 2013 coordina anche Belgio, Austria e le attività di Comfort Zone Deutschland e l’ultima (nel 2023) in Germania.

Nel 2018 viene inaugurata la nuova sede alle porte di Parma, il Davines Village progettato da Matteo Thun insieme alla famiglia a partire dal concetto di “casa” e che rappresenta la concretizzazione più tangibile dei valori di bellezza, benessere e sostenibilità. Realizzato su una superficie di 77.000 metri quadrati, la sede copre circa 11.000 metri quadrati e include gli spazi dedicati a uffici, formazione, laboratorio di Ricerca e Sviluppo, stabilimento produttivo e magazzino. Il cuore pulsante della vita aziendale è la grande struttura in vetro situata al centro del complesso: una luminosa “serra” contraddistinta da un’architettura moderna e leggera. Il Village possiede numerose aree verdi dedicate, tra cui: il Giardino Scientifico, una vera e propria serra e alberi provenienti da diverse aree del mondo. Come espressione dell’impegno del Gruppo verso la salvaguardia dell’ambiente, il Davines Village – così come la quasi totalità delle sue filiali – si alimenta con energia elettrica proveniente da fonti 100% rinnovabili.

Nel 2021 il Gruppo Davines ha avviato una partnership con il Rodale Institute, pioniere e leader nella ricerca sull’agricoltura biologica rigenerativa di fama mondiale, allo scopo di ampliare la fornitura di ingredienti, formare gli agricoltori e spingere più in là le frontiere della ricerca. Rispetto a quella tradizionale, l’agricoltura biologica rigenerativa ha il potenziale di sequestrare più carbonio nel terreno, mitigando il cambiamento climatico, promuovendo la biodiversità e salvaguardando l’aria, l’acqua e il terreno. Il nuovo European Regenerative Organic Center (EROC), primo in Europa, occupa un sito di 16 ettari presso il Campus del Davines Village a Parma con 9 differenti specie vegetali coltivate nei 56 appezzamenti sperimentali del progetto.

Dall’inizio del 2021 è alla guida dell’azienda, insieme al Presidente Davide Bollati, l’Amministratore delegato Anthony Molet, per 10 anni responsabile della filiale americana dell’azienda (Davines North America, DNA) con ottime performance.

Oggi il Gruppo Davines impiega nel Village di Parma e in altre sette filiali circa 800 persone di moltissime nazionalità, un importante punto di forza, e distribuisce i suoi prodotti in 90 paesi del mondo, con un fatturato che nel 2023 è lanciato verso i 250 milioni di euro, decuplicando i valori di vent’anni fa.

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