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Supermartedì, il trionfo di «nonno» Biden

Supermartedì,  il trionfo di «nonno» Biden

05 Marzo 2020, 08:54

La corsa di Joe Biden, il vice di Barack Obama, alle primarie democratiche sembrava già finita e, invece, «Sleepy Joe», cioè «Joe l’addormentato», questo è il nomignolo che gli ha affibbiato Donald Trump, è riuscito a fare meglio di tutti nel Supermartedì. Ora, con una spettacolare rimonta, è il front runner della corsa alla Casa Bianca per i democratici: se Bill Clinton è stato ribattezzato «Comeback Kid», il ragazzo delle rimonte, Biden ormai per tutti è il «Comeback Grandpa», il nonno indistruttibile, anche grazie all’appoggio dei due altri candidati moderati che si sono ritirati, Pete Buttigieg e Amy Klobuchar. E proprio ieri anche il miliardario Michael Bloomberg, che ha speso mezzo miliardo di dollari per vincere solo i caucus della Samoa, si è ritirato appoggiando «Old Joe».

La vittoria di Biden è impressionante perché ha primeggiato anche in Stati dove nessuno lo ha mai visto in carne ed ossa e dove non ha investito un dollaro. In più dove ha perso, come in California – dove Bernie Sanders, che si autodefinisce socialista, è arrivato primo – si è comunque piazzato secondo a non troppa distanza. Un risultato ottimo perché nelle primarie, al contrario che nelle presidenziali, la maggior parte degli Stati Usa distribuisce i delegati in modo proporzionale.
L’impeto vittorioso di Sanders si è, quindi, fermato e la sua rivoluzione è in pausa. Ora è lui a rincorrere anche se è ancora solidamente in gara. I mercati applaudono alle ritrovate chance del candidato democratico moderato. E chissà che anche a novembre, se vincerà la nomination, la voglia di normalità, in questi tempi di epidemie e paure, non giochi a favore del vecchio Joe. 
 

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