Il Tribunale per i minori di Bologna ha condannato a 12 anni di carcere, col rito abbreviato, il giovane che lo scorso aprile ha aggredito a Tabina di Magreta (Formigine, in provincia di Modena) una donna di 66 anni che stava facendo jogging. Il ragazzo, all’epoca dei fatti minorenne, in Italia senza fissa dimora ed ospite di una comunità, era accusato di tentato omicidio, violenza sessuale e rapina, tutte ipotesi pluriaggravate.
La Procura aveva chiesto per il giovane, oggi 18enne, una condanna a 14 anni, mentre l’avvocata che lo assiste, Catia De Luca, aveva chiesto la sostituzione della misura cautelare con la comunità. Concessa dal Tribunale l’attenuante della minore età. All’epoca il minorenne si allontanò dalla comunità in cui era ospitato per poi aggredire la vittima, trascinandola in un campo. I carabinieri individuarono in pochissimo tempo il giovane e sequestrarono i vestiti che indossava. Durante il processo, in sede di incidente probatorio, era stata nominata su richiesta della difesa dell’imputato una consulente per accertare la sua capacità di intendere e volere al momento del fatto. Secondo la professionista la capacità di intendere e volere del ragazzo era grandemente scemata, ma in sostanza poteva comprendere ciò che stava facendo.
«Noi eravamo presenti non come parti civili ma come parte offesa, non essendo prevista la costituzione dinanzi al Tribunale dei minori», ha detto l’avvocato Marco Pellegrini, che rappresenta la vittima. «Avevamo presentato al Comune di Modena e alla comunità Don Orione - ha aggiunto - la richiesta di apertura della polizza, perché si valutasse la possibilità di ottenere il risarcimento del danno causato da un soggetto a loro affidato. Le polizze sono state attivate e i sinistri sono aperti, quindi dal punto di vista civilistico stiamo gestendo una trattativa stragiudiziale». Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni. «Attendiamo di leggerle, poi valuteremo di presentare ricorso», ha sottolineato l’avvocatessa De Luca.