Ferragosto, un giorno come tutti gli altri
Fontevivo Mentre c’è chi si diverte al mare e prende il sole in spiaggia c’è chi coltiva la terra, accudisce le bovine e munge il latte da destinare alla produzione di parmigiano Parmigiano Reggiano. Tutti i giorni. Perché in agricoltura i tempi li detta la stagione.
«Bisogna sapere tutto e ricordare ogni dettaglio - racconta Giuseppe Marani, titolare dell’azienda agricola -: quali mucche accettano gli integratori con vitamine e quali no, le condizioni di salute, eventuali irritabilità».
Giuseppe è perito agrario, ha iniziato a frequentare la stalla forse ancor prima di saper leggere. Quando ha terminato l’Itsos di San Secondo (oggi Itis) è iniziata la sua carriera fatta di 365 giorni di lavoro all’anno. «Abbiamo mediamente tre parti al mese - racconta -: c’è sempre tanto da fare perché i vitelli richiedono molte cure. Appena nati basta un malessere anche passeggero per farli morire. Uno è nato anche questa notte. Poi sono andato a imballare il fieno fino alle due, speravo ci fosse un po’ di rugiada per non rovinare il fieno ma non ce n’è stata».
La “saga” dei Marani parte nel 1945 vicino a San Secondo, come mezzadri. Ettore, nonno di Giuseppe, affitta alcuni terreni che lavora con passione ma riesce ad acquistare una cascina a Grugno solo nel 1978, quando la nuova leva è Romano. Si coltivano frumento, bietole e pomodori, utili per la rotazione mentre nella piccola stalla ci sono poche mucche. Per alcuni anni solo una. Romano ha tempra da vendere, nel 1971 inizia a lavorare in fabbrica pur continuando a seguire campi e stalla, si dedicherà alla sua passione dal 1996, una volta raggiunta la pensione. «La fabbrica non faceva per me» ricorda. Nel 1997 la famiglia acquista i terreni di Bellena mantenendo anche Grugno.
Giuseppe ha la stessa tempra del padre, dal 1992 al 2014 lavora per Apa, per i prelievi del latte utili per il controllo qualità e la classificazione genetica, senza dimenticare il lavoro nella fattoria, in aiuto ai genitori. Lia, madre di Giuseppe è deceduta a ottobre. Ma quella passione è ancora nell’aria come l’odore del latte che invade il circondario.



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