polesine zibello
Vidalenzo, piccola ma vivace frazione di Polesine Zibello, è stata animata ieri sera dalla Via Crucis Vivente organizzata dai monaci benedettini olivetani.
È stata animata dai parrocchiani e dagli amici che condividono il cammino dei monaci stessi, dando vita ad un momento silenzioso ed essenziale, profondamente umano.
Ecco quindi che, quest’anno, la Via Crucis in terra di Po ha visto ogni volto diventare icona, ogni passo una preghiera, ogni gesto un frammento di Vangelo.
Le case, le strade, i cortili sono diventati una piccola Gerusalemme e nel cammino sono apparse figure che non recitavano ma offrivano loro stesse:
Pilato con la sua esitazione che attraversa i secoli; i soldati romani, uomini che portano un compito più grande di loro; le pie donne, fedeli nel silenzio; la Veronica che si è chinata con la delicatezza di chi sa asciugare senza chieder nulla; il Cireneo che ha condiviso il peso della croce con la naturalezza di un gesto fraterno; chi ha deposto Gesù nelle braccia di sua Madre, con un gesto che non ha bisogno di parole ed il giovane Giovanni, accanto a Maria, come un figlio che impara a custodire ciò che non comprende.
In più, tra queste presenza, un dono inatteso, quello di un fratello buddhista che, in silenzio, ha aiutato a portare il carro.
Un gesto semplice e grande, capace di aprire il cuore al dialogo più vero, quello che rinasce dalla condivisione della fatica, del peso e del cammino.
In quell’istante la Passione ha così mostrato il suo volto più universale: un dolore che non divide ma unisce; una croce che non appartiene ad una religione ma all’umanità.
Il tutto si è concluso davanti al monastero olivetano in un clima di grande silenzio e preghiera.
A Vidalenzo, in terra di Po, anche quest’anno la Passione di Gesù ha trovato casa nei volti della gente e, in questa piccola realtà fluviale, dove i muri del monastero sono le perone, la speranza ha continuato a camminare con loro.
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