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Da qualche giorno a questa parte le campagne della Bassa, oltre al problema degli allagamenti, presentano un altro singolare fenomeno, particolarmente intenso (e anche un po’ fastidioso) quest’anno: quelle delle cosiddette ragnatele volanti, chiamate anche "capelli d’angelo". In parecchi punti della campagna una vera e propria "invasione" con intere aree ricoperte da questi filamenti che, in effetti, sono davvero ragnatele. Su questo singolare fenomeno si sono diffuse, nel tempo, le più svariate interpretazioni che vanno dall’attribuzione ai fenomeni Ufo a modelli di bioingegneria per il controllo del clima ed altro ancora. Si tratta in realtà del fenomeno del balloning, un modo di spostarsi nell'aria utilizzato da diversi ragni e da altre specie di insetti, già attestato in Italia da secoli. Soltanto nell’area della Pianura Padana il fatto è sempre uguale e si ripete ogni anno, in questo periodo, da secoli. Le prime cronache risalgono addirittura al 1500. si tratta di ragnatele dalle caratteristiche eccezionali per resistenza chiamate "draglie" prodotte dai ragni nelle grandi pianure del Nord Europa e confini, alle quali affidano le loro uova ai fini della diffusione della specie (diffusione anemofila). Incontrando l’ambiente idoneo le uova si schiudono riproducendo la specie. I ragni, come noto, secernono il filamento, che non è altro che seta, in modo da essere trasportati dalle correnti e migrare. Inoltre in questa stagione, come i contadini sanno bene, tutti i campi vengono ricoperti da queste ragnatele. Nella Bassa, in questi giorni, il fenomeno è molto più evidente, visibile ed intenso perche, nelle aree allagate, i ragni di fatto "fuggono" utilizzando questa sorta di paracadute e partono in balia del vento.
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