CULTURA
“San Paolo illuminato. Cultura ed eccellenza agroalimentare”: grande successo per l'apertura straordinaria, che ha permesso a turisti e cittadini di ammirare la Camera di San Paolo e di percorrere gli spazi illuminati del Chiostro della Fontana, rinnovati nel recente restauro.
Il profondo intervento di riqualificazione e valorizzazione del complesso monumentale di San Paolo è in corso dal 2015 e, dopo il restauro della torre Campanaria dell’ex monastero, sono finalmente conclusi i lavori del Chiostro della Fontana e dei locali che lo circondano, per cui è stato stanziato un contributo di 1 milione 6 mila euro da parte di Regione Emilia-Romagna POR-FESR 2014-2020 - Asse 6.
Questi spazi andranno ad ospitare il Laboratorio Aperto di Parma, dedicato all’innovazione e alla sperimentazione nell’ambito della cultura dell’eccellenza agroalimentare, che promuove la partecipazione attiva dei cittadini e la collaborazione tra i principali attori della filiera per dar vita a progetti di fruizione culturale con un forte orientamento digitale. Il Laboratorio Aperto accoglie realtà come la Scuola d’Alta Formazione su Cibo e Nutrizione, Giocampus e i Musei del cibo, grazie a cui sono state e saranno realizzate numerose attività, come laboratori per bimbi, presentazioni di progetti, corsi di formazione, degustazioni.
La visita è stata l’occasione per ammirare tesori nascosti portati alla luce dai lavori di restauro: lunette dipinte tra il XV e il XVII secolo in precedenza solo descritte nei documenti d’archivio; medaglioni decorati e tralci con foglioline lungo le crociere; tracce di dipinti e decori quattrocenteschi.
Il percorso ha visto la visita alla splendida Camera di San Paolo, che ricostruisce gli ambienti dell’appartamento privato della badessa Giovanna da Piacenza: la Camera opera del Correggio, con una volta ad ombrello magnificamente affrescata e una decorazione illusionistica a tralci vegetali e la stanza comunicante, la cui decorazione eseguita da Alessandro Araldi è ricca di citazioni bibliche e leggende pagane. Poi il vano dell’antico refettorio del Monastero, trasformato in cappella, in cui sono esposti una serie di affreschi staccati dei secoli XV e XVI e uno splendido coro ligneo seicentesco.
I visitatori hanno potuto ammirare il Chiostro della Fontana, dove il pubblico ha potuto ammirare il ciclo delle 26 lunette tardo cinquecentesche – seicentesche. Partendo dall’iconografia classica è stata ipotizzata un’interpretazione: il ciclo rappresenterebbe scene di santi cari all’ordine Benedettino, ma anche paesaggi e scene urbane. Salendo attraverso lo scalone storico principale, la vista dell’Affresco della Madonna con Bambino ritrovato all’interno della muratura di una delle stanze del piano rialzato del complesso, e la visita al loggiato superiore del Chiostro, chiamato Loggiato delle Dame: un’ampia loggia, con archi a pieno sesto, dove sono stati ritrovati diversi dipinti trecenteschi negli interstizi delle murature e alcune piastrelle maiolicate.
Nello spazio del Loggiato delle Dame, è stato consegnato come omaggio ai visitatori una copia del libro di Irene Fossa “Trattorie come una volta”. Il testo raccoglie il patrimonio legato alle trattorie e osterie di una volta, che, di generazione in generazione, mantengono ancora oggi carattere di autenticità e qualità, permettendo al pubblico partecipante di esplorare le realtà gastronomiche del nostro territorio.
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