×
×
☰ MENU

il panificio di Colorno

Passione pane, sapore unico: l'esperienza di Gianluca Borleghi

Passione pane, sapore unico

24 Luglio 2023, 08:38

Gianluca Borlenghi (dell'omonimo panificio di Colorno, via Mazzini 44) si illumina parlando della sua idea di pane. Del resto basta guardare la sua produzione, forme antiche che evocano panificazioni domestiche e forme classiche che rimandano al miglior pane in commercio. Poi le focacce, le torte. Già alla vista (ricordate che si mangia con tutti i sensi?) queste produzioni sono buone, accattivanti. Interessanti, Poi la degustazione si concentra su una pagnotta di grani antichi impastata anche con un po' di birra, la forma è importante ma maneggiandola si capisce che questo pane potrà «durare» qualche giorno. Lo conferma lo scrocchio che fa la crosta, nel momento del taglio. Il profumo è intenso ma non invadente, il primo pensiero è con cosa abbinarlo, una buona fetta di salame, spessa il giusto e o un buon prosciutto di Parma ma tagliato a mano. Tutto questo può il pane di Gianluca Borlenghi e dire che semplicemente lo abbiamo assaggiato così, solitario ma tanto buono.

«Oltre al nostro pane di pasta dura, da più di quindici anni ho variato la produzione utilizzando i grani antichi - spiega Goanluva Borlenghi -. Senatore Capelli ma soprattutto il Miracolo, grano che ho scoperto grazie a Claudio Grossi, produttore veramente bravo. Un grano abbandonato a inizio '900 perché la sua altezza metteva in difficoltà le prime mietitrici e perché quando si piegava era molto debole, non si poteva mietere. E ora si ritrova e si può utilizzare».

Grani antichi e va bene. Ma non è tutto. «Mi piace molto fare degli incontri. Mi piace valorizzare il pane fatto direttamente dai panificatori. Cerco di far capire qual è la buona panificazione. Per questo faccio anche molti incontri, molte dimostrazioni del lavoro mio e dei panificatori in generale. Ultimamente ho fatto un pane seguendo la ricetta dei vecchi padri trappisti, con la birra. E ho fatto anche incontri con i grandi champagne e le mie focacce fatte con il vino».
Una sorta di passaggio da una tradizione classica (come è la micca) al passato, ovvero a un pane «di una volta». «Per me - continua Gianluca Borlenghi - è un passaggio epocale, perché si torna a una lievitazione lenta, diventa più digeribile ma richiede tempi e costi in più. E devo dire che oltre a clienti del paese, arrivano qui a Colorno anche gente da fuori». Anche perché questo tipo di pane va in qualche bar e in qualche ristorante della zona ma p acquistabile dai privati solo nel panificio stesso. E non è stato così semplice arrivare ad affermare questo tipo di panificazione. «Sì, è stato molto difficile. Ma io non mi sono mai arreso. Ho fatto tanti incontri, anche nelle scuole. Sono anni che lo spingo, ora c'è il problema del prezzo. I costi sono alti, ma comunque ormai ci siamo».
Non solo pane, dicevamo: biscotteria, lievitati, focacce, torte e naturalmente tanto pane. «Adesso c'è molto interesse anche se il pane a volte sembra considerato poco dalla gente. Accompagna un pasto, secondo me è più che importante». Soprattutto se è buono come questo.

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI