Il Rum è tra i distillati più antichi e leggendari di sempre. Storicamente legato al mondo della marina e alle scorribande piratesche narrate dai romanzi d’avventura ambientati in remote terre meravigliose, è il «confortante» protagonista del motivetto Dead Man’s Chest cantato dai bucanieri dell’Isola del Tesoro di Stevenson, e secondo vari aneddoti, fu perfino usato in furfantesche tecniche di «adescamento» dai pirati (pare che il Rum fosse l’esca per ubriacare i mozzi della Marina inglese al fine di reclutamento!).
Si ritiene che la produzione di bevande fermentate prodotte dal succo di canna da zucchero sia iniziata nell’antica India o in Cina e da lì si sia diffusa (il «Rum» malese risale a migliaia di anni fa). In un documento del XIV secolo, Marco Polo parla di un «ottimo vino di zucchero», probabilmente un avo del portentoso liquore, che gli venne offerto in Persia. In Europa la prima distillazione di Rum avvenne a Londra intorno al XV secolo con le canne da zucchero indiane; in seguito, furono impiegate le canne provenienti dalle Americhe. Nel Nuovo Mondo la prima distillazione ebbe luogo nelle piantagioni caraibiche: furono gli schiavi a scoprire che le melasse, un sottoprodotto del processo di raffinazione dello zucchero, fermentavano in alcool; più tardi, la distillazione di questi sottoprodotti concentrò l’alcool ed eliminò le impurità, producendo i primi veri Rum. Numerosi i fattori che differenziano un Rum da un altro, come l’habitat di crescita della canna da zucchero, il metodo di distillazione, l’invecchiamento, l’uso o meno di botti; di grande l’influenza furono gli «stili» imposti nelle colonie dai conquistadores europei (una macro-distinzione certamente non esaustiva delle cospicue varietà di questo prodotto, può qualificare il Rum della scuola inglese come quello dai toni più intensamente speziati e pepati mentre il Rhum agricolo delle zone francofone ha charme fiorito e fruttato, spesso con punte di legno e vaniglia; il Ron spagnolo, il più diffuso, risulta piacevolmente morbido e rotondo al bicchiere). Non tutti sanno che il Rum compare nel patrimonio agroalimentare italiano. Ad Avola, città sicula nota per il vino e le mandorle, per oltre 200 anni si è prodotto anche dell’ottimo Rum. La coltivazione della canna da zucchero, introdotta dagli arabi nel XV secolo e diffusasi in tutta l’isola, dette vita a una florida produzione di zucchero che s’interruppe per la scarsità delle risorse idriche mentre la parallela attività di distillazione del Rum proseguì fino a fine ‘800. Oggi, grazie ad un recente processo di retro-innovazione, la produzione di Rum avolano è rifiorita. Tra gli spirits più versatili in miscelazione, il Rum non solo si degusta in purezza ma è protagonista delle più celebri ricette della storia dei cocktail. Da secoli si usa in pasticceria per preparazioni iconiche come il babà: nato in Polonia e perfezionato dai francesi, il “funghetto” di morbido impasto impregnato del distillato arriva a Napoli a inizio 1800 per diventare uno dei simboli della pasticceria partenopea. In Francia, il Rum è l’ingrediente principe dei cannelés, dolcetti tipici di Bordeaux dal soffice impasto interno profumato di Rum e vaniglia e l’esterno caramellato e croccante. Più recenti i cuneesi al Rum, un dolce ideato e brevettato nel 1923 da Andrea Arione, proprietario dell’omonimo bar di Cuneo tuttora in attività: si tratta di due semisfere di meringa chiuse attorno a una crema di cioccolato e Rum e rivestite di cioccolato croccante. Ma se proverbiale è l’abbinamento con il cioccolato, il Rum si può accostare anche ai formaggi, l’esaltazione massima si ottiene sposando erborinati come Camembert e Reblochon coi Rum invecchiati. Rum più salini paiono nati per insaporire bisque di crostacei e per combinarsi a pesci grassi in tartare o sashimi; la capacità del Rum di sgrassare i cibi ben si esprime con il foie gras e con la cacciagione. Intanto, l’estate alle porte già reclama il profumo fresco e inebriante della menta e del lime, arrotondato dai sentori del Rum, che si leva dal tumbler di un tonificante mojito, drink epico tanto quanto il corsaro che l’ha creato, Sir Francis Drake, da immaginare a bordo del suo vascello che svanisce ai confini del mare.