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Chiusa ferranda

La solidarietà in cucina premia: «Pastaparola» ha la ricetta giusta

La solidarietà in cucina premia:  «Pastaparola» ha la ricetta giusta

di Chiara De Carli

16 Marzo 2024, 10:05

Chiusa Ferranda Fino allo scorso dicembre, «Pastaparola» era un nome che pochi avevano sentito. Poi, l’exploit nella sfida tra anolini della Bassa che li ha visti trionfare nella gara prenatalizia organizzata dalla Gazzetta di Parma, ha incuriosito – e fatto arrivare a Chiusa Ferranda – persone anche da fuori regione. «Dopo la vittoria, sono arrivate richieste anche da Milano», rivela Marilena Porcari, ideatrice e motore di questa realtà di provincia che quotidianamente «occupa» ragazzi con disabilità.

Ostetrica in pensione, da 30 anni Marilena mette il suo cuore a disposizione dei più fragili e anche oggi, prosegue la sua missione accogliendo in affido bambini e ragazzi. «Mi sono accorta che, una volta arrivati all’età in cui non possono più andare a scuola, per i ragazzi con disabilità importanti le opportunità di socializzare si azzerano».
E la cucina è l’attività aggregativa per eccellenza. Marilena e la sua famiglia comprano quindi la vecchia scuola di Chiusa Ferranda e trasformano la piccola palestra e gli spazi attigui in una cucina-laboratorio. «Mia mamma e una rezdòra quasi novantenne hanno accettato con entusiasmo di insegnarci e abbiamo iniziato sistemando gli anolini sui vassoi». Oggi al laboratorio, insieme a Marilena e ai figli, sono impegnati cinque ragazzi disabili e cinque volontari e oltre agli anolini si preparano anche tortelli, biscotti e torte, fatti con ricette antiche.
«In occasione della sagra di Fornio gli organizzatori hanno ordinato 60 chili di torte. Alla fine della festa ne abbiamo consegnati circa 120. Per soddisfare le richieste abbiamo però lavorato anche di notte visto che disponevamo solo di un forno da cucina casalinga». E davanti a tanta caparbietà il destino ci ha messo lo zampino. «A novembre ho trovato in palestra il loro volantino e mi sono incuriosito - ricorda Gianluca Scarazzini, titolare di Comeser e oggi «volontario» dell’associazione -. Tornato in ufficio ho scoperto che erano nostri clienti e ho deciso di passare da loro per vedere se potevo offrire qualcosa in più rispetto ai sistemi di connettività e di sicurezza che avevano scelto». Appena varcato il cancello, però, Pastaparola gli rivela tutta la sua meravigliosa realtà e questo basta a farlo «entrare in squadra», mettendo a disposizione l’esperienza imprenditoriale e le risorse che servono.
L’ultima consegna è quella di un forno professionale e una vetrinetta frigorifera. «Insieme ad Enrico Sozzi, titolare dell’azienda fidentina L’Artigiana, abbiamo individuato attrezzature adeguate alle esigenze del laboratorio con un’attenzione particolare all’aspetto della sicurezza durante l’uso: ci è venuto incontro con il prezzo e abbiamo potuto migliorare ancora le attrezzature» ha sottolineato Scarazzini.
E adesso? «Adesso sogniamo di partecipare ad eventi del territorio con un nostro banchetto per farci conoscere e magari in futuro di arrivare a collaborare con ristoranti o bar del territorio portando i nostri prodotti, buoni e fatti con cura – dice Marilena -. Un giorno ci piacerebbe arrivare ad avere una continuità di produzione che ci consenta di dare ai nostri ragazzi un piccolo stipendio come “base” per il loro domani».

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