VINO
Anemmeno 15 km da Verona, una delle zone pedemontane più vocate per l'Amarone è San Pietro in Cariano. Dal 1951 l'azienda familiare Nicolis produce rossi di grande eleganza (e da quest'anno anche un Lugana fresco e sapido). Vinitaly è l'occasione per una serata di degustazione in cantina, nella antica stalla riadattata a «salone» per gli eventi.
Scanditi dai piatti dello chef Mattia Fornasier - brillante fin dai tempi dell'Alma, poi passato per il Desco - a essere protagonisti quest'anno sono stati i sorsi di Testal, un Rosso Verona intenso (90% Corvina) dai grappoli «di testa», i più esposti al sole, e capace di invecchiare con disinvoltura.

Quattro le annate scelte per la degustazione da Angelo Nicolis, l'enologo che con la sorella Sofia ha affiancato il padre Giuseppe in azienda. Si parte con il 2020, il colore è già un rosso rubino intenso, al naso note di ciliegia sotto spirito, in bocca tannini morbidi e una bella persistenza. Si sale al 2015: dieci anni che non si sentono, la freschezza è notevole pur in una maggior complessità di beva.
Il capolavoro è il 2007, inebriante al naso, di grande equilibrio in bocca dove fra i tannini morbidissimi si sprigionano frutta rossa e cuoio. Si chiude con il 2005, al naso un autentico trionfo mentre il palato, pur intenso, non tocca i vertici del 2007. Una verticale d'autore anche senza scomodare l'Amarone Ambrosan, perla della cantina.
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