Gusto
Ci sono storie di cucina parmigiana che vanno raccontate, con le migliori parole possibili. Perché Fabio Romani (ristorante Romani di Vicomero) che di mestiere fa lo chef-ristoratore, una volta alla settimana trasmette a una trentina di americani i sapori di Parma. E lo fa da anni. Certo, sono turisti «gastronomi», già appassionati della nostra cucina. Ma l'Italia è grande e ha mille attrattive, buona cucina ovunque. Ma la Food Valley di più, con le sue ricette e con i suoi prodotti. E Fabio Romani è lì, con il suo sorriso che regala a tutti, la sua eleganza unita a una semplicità che non ci sarebbe nemmeno bisogno del traduttore.
«Insegniamo agli americani a fare i tortelli d'erbetta, gli facciamo vedere una sorta di semplice show cooking: gli spieghiamo gli ingredienti, gli facciamo vedere come si fa come si tira la sfoglia, insomma come si fa il tortello».
Un lavoro che sembra semplice ma è importante.
«Per me sì, è un modo per fargli capire dove sono e per fargli vedere quello che mangiano qui, per fargli capire la nostra tradizione, i nostri sapori. Ed è un modo anche per fargli capire cosa è per noi l'accoglienza».
Sei anche un ambasciatore del nostro territorio...
«In questo credo molto, per me è così davvero. Per cui, quando vengono poi mi piace che vadano via con un bel ricordo, no. Quando li accolgo, c'è la traduttrice ci pensa lei a tradurre tutto. io gli dico siete venuti a Parma a mangiare in un ristorante tipico di Parma e voi stasera mangerete Parma. E dopo gli spiego tutte le mie ricette, i tortelli d'erbetta. Poi a cena gli facciamo la torta fritta, gli taglio un buon prosciutto, lo stesso che mangiano tutti i miei clienti. La coppa di Luca Ferrari, la pancetta di Ravanetti e i salami della Ducale: cito i fornitori perché per me sono un riferimento del ristorante. Poi gli diamo la nostra giardiniera, gli facciamo le verdure alla griglia. E i tortelli prima vedono come si preparano, poi dopo li mangiano. Per questi appassionati è un vero regalo, dovresti vedere come sono felici. E sono felice anch'io. Poi gli facciamo un risotto alla parmigiana cotto nel brodo in terza e la vellutata di parmigiano alla fine per mantecare e le scagliette sopra e poi gli do un bell'assortimento di dessert e diventano matti davvero»,
Li tratti proprio bene...
«Perché penso a queste persone che fanno viaggi così lunghi per venire nella nostra terra. Sono una decina d'anni più o meno».
Sei rimasto in contatto con qualcuno di questi viaggiatori del gusto?
«Sì, una signora americana mi aveva fatto i complimenti su Facebook e poi dopo ci siamo scritti per un po' di tempo. Mi raccontava che aveva fatti i tortelli a casa. Ma devo dire che spesso e volentieri questa è tutta gente comunque che in casa cucina.
La pasta fresca la fa per cui non è proprio una novità assoluta».
Però fatti qui, in diretta, con lo chef che spiega e prepara è un'altra cosa...
«Beh, certo. A volte applaudono, a volte chiedono spiegazioni, di certo ci divertiamo tanto, tutti. Per loro è davvero uno spettacolo, ma credo che soprattutto sia veramente una bella promozione per il nostro territorio. Come ti ho detto, lo faccio da anni, ogni sabato. Arrivano dopo aver visitato caseifici e salumifici. E qui capiscono bene di cosa si tratta».
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