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Così l'Emilia-Romagna e Parma a Vinitaly

In regione oltre 14mila imprese e 52mila ettari, 45 denominazioni Dop/Igp e un'economia Dop da 3,9 miliardi

Così l'Emilia-Romagna e Parma a Vinitaly

11 Aprile 2026, 20:42

L'Emilia-Romagna si racconta con vini, territori e migliaia di imprese: protagonista a Vinitaly 2026 (Verona, 12-15 aprile) con un sistema che unisce tradizione e innovazione.

Un comparto strutturato: oltre 14mila imprese, più di 52mila ettari vitati (5° in Italia), vendemmia 2025 a 5,37 milioni di ettolitri, export 2025 a 433 milioni.

Parma è presente con il Consorzio Vini di Parma (Padiglione 1,  stand A15) con cinque cantine: Azienda Agricola Lamoretti, Azienda Agricola Palazzo, Antica Cantina Parmigiana, Cantine Moroni Zucchi e Oinoe.

Dentro una filiera leader per Dop e Igp (45 denominazioni) e una Dop Economy da 3,9 miliardi.

A Verona un padiglione rinnovato curato da Enoteca regionale con Regione e Apt Servizi: 90 espositori (+13%), 16 masterclass, degustazioni e focus su denominazioni e vitigni. Cuore dell’area il ristorante firmato Carlo Cracco, che intreccia vini e produzioni certificate, rafforzando il racconto unitario della Food Valley.

Inaugurazione il 12 aprile con il presidente Michele de Pascale, l’assessore Alessio Mammi, le istituzioni regionali, gli chef Carlo Cracco e Massimo Bottura e la madrina Simona Ventura; prevista anche la cerimonia dei Benemeriti con il Premio Angelo Betti.

Per Mammi la priorità è sostenere promozione, mercati esteri, qualità e sostenibilità in uno scenario competitivo.

Impegni regionali: oltre 26 milioni nel 2026 (Ocm vino: 12,5 per ristrutturazione e riconversione, 6 per investimenti), 25 milioni nel 2025-2026 per la promozione dei prodotti a indicazione geografica, 500mila euro nel 2026-2027 per le Strade dei Vini e dei Sapori, quasi 50 milioni per le aziende di montagna.

La regione avanza anche sulla sostenibilità: superfici bio da 4.600 ettari (2018) a oltre 5.800 (2025, +24,6%) e produzione integrata a 7.800 ettari.

Identità varietale guidata da Trebbiano romagnolo (29%), Sangiovese e Lambrusco.

Valore simbolico e strategico per i vigneti eroici e storici e per Modigliana, presidio territoriale e modello di qualità.

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