lutto
Domani nella chiesa di San Pietro, a Vigatto, l'ultimo saluto a Vittorio Mutti (partenza dalle 15 dall'abitazione per la parocchia). Il rosario sarà recitato questa sera alle 20:30.
Con la scomparsa di Vittorio Mutti l'agricoltura parmigiana perde un altro dei suoi gentiluomini. Mutti, scomparso a 89 anni nella sua casa di Vigatto, il paese delle sue radici a cui era legatissimo, oltre ad essere un agricoltore e un allevatore, è stato un innovatore, capace di promuovere la cipolla dorata di Parma e le vacche di razza bruna.
«Mio padre era amato da tutti. Non ho mai sentito nessuno parlare male di lui, così come non ho mai sentito lui parlar male delle altre persone. Era un signore», ricorda Paolo (uno dei tre figli dell'agricoltore, insieme a Cristina e a Stefania).
«A parte l'agricoltura, che lui definiva “la mia malattia, più che la mia passione”, era appassionato di rugby. Con la Rugby Parma è stato campione d'Italia nella stagione 1956/57. Amava guardare le partite e la sua passione per il rugby l'ha trasmessa anche a me e ai suoi nipoti», continua Paolo, mentre online si trovano foto d'epoca che ritraggono Mutti in vari momenti chiave della sua carriera agonistica, come la vittoria ai campionati nazionali universitari a Montecatini e il secondo posto, nel 1958, sempre ai campionati universitari.
«Era una persona a cui tutti volevano bene. Lui era molto legato alla famiglia. Con mia mamma, Marialisa, nel 2024 festeggiò i 60 anni di matrimonio. Erano inseparabili», continua Paolo, 50 anni, che non ha seguito le orme del padre, preferendo la carriera di commercialista a quella di agricoltore.
Laureato in giurisprudenza a Parma, Vittorio Mutti è stato sempre legatissimo a Vigatto, dove c'è il podere Casarossa, che attualmente si estende su 90 biolche di terra e che venne acquistato, più di un secolo fa, da suo nonno Guglielmo. Un podere che dal 2012 è diventato anche un agriturismo e che dal 1959 si è distinto per l'allevamento della razza bruna. Mutti, innovatore e pioniere, promosse la nascita di una denominazione per indicare i formaggi prodotti solo da latte di razza bruna (apprezzato per la sua alta qualità). Chi lo ha conosciuto bene ricorda che, una quarantina di anni fa, la sua “Fragola” è stata una bovina pluripremiata nei vari concorsi nazionali, diventando, nell'ambiente degli allevatori, un vero e proprio orgoglio di Parma. Questa passione lo ha portato inoltre alla valorizzazione e al miglioramento della razza bruna, potenziando il centro di ricerche di Verona.
A partire dalla metà degli anni Settanta, e qui c'è l'aspetto pionieristico, si mise in viaggio nell'alta Valtaro e nell'alta Valceno per riscoprire una razza in via d'estinzione: quella del cavallo bardigiano, ufficialmente riconosciuta nel 1976 dal ministero dell'Agricoltura.
Scoperta e tradizioni: Mutti, come detto, era legato alla sua frazione, tanto da essere una presenza fissa e indispensabile per la buona riuscita delle varie feste della torta fritta.
Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta ricoprì diversi incarichi di livello. Fu infatti presidente dell'Associazione provinciale allevatori (Apa), del Consorzio agrario e anche dell'Anarb, l'Associazione nazionale allevatori di razza bruna, di cui diventò presidente italiano e, per un certo periodo, anche presidente mondiale.
Negli anni Settanta fu tra i fondatori di una cooperativa di agricoltori che coltivavano la cipolla dorata, che veniva poi lavorata nello stabilimento della Fap (Frutticoltori associati parmensi) a Sala Baganza.
Questa storia venne raccontata in un libro, che a inizio anni Novanta celebrò i 25 anni dello stabilimento, la storia della cipolla e di alcune ricette del territorio: il libro arrivò fin su Canale5.
«Vittorio Mutti è stato uno dei grandi uomini dell'agricoltura di Parma. Ho avuto la fortuna di incontrarlo professionalmente in Confagricoltura, ma anche nel suo agriturismo, la Casarossa, dove organizzammo delle serate. Posso dire che era un signore di una volta», ricorda Mario Marini, ex presidente di Confagricoltura, molto legato a Mutti, considerato uno dei galantuomini dell'agricoltura e degli allevamenti parmigiani, insieme al marchese Gian Domenico Serra (anche lui appassionato di rugby e legato all'azienda agricola di famiglia Valserena di Gainago di Torrile) e a Maurizio Pagani, ex presidente dell'Apa e storico presidente del Consorzio del prosciutto.
Agricoltura ma non solo, perché Mutti fu anche uno dei membri del consiglio di amministrazione della Gazzetta di Parma, tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta. E tra i giornalisti c'è chi lo ricorda come un uomo competente, capace di rapportarsi ad ogni livello con grande diplomazia.
© Riproduzione riservata
Contenuto sponsorizzato da Mediamarketing Italia Srl
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata