OSPEDALE
Pazienti costretti ad aspettare al freddo, tra i gas di scarico di ambulanze e auto, la visita del medico che arriva dopo ore di attesa, se arriva e quando arriva. Tutto questo sarebbe già sufficiente, ma c'è di più. A peggiorare una situazione al limite ci si metterebbe anche la gestione degli ingressi al pronto soccorso fatta da una guardia giurata che, nonostante lo slancio e la buona volontà, avrebbe tutt'altro compito: sorvegliare l'area. È quanto denunciano diversi cittadini che nelle scorse ore sono stati costretti ad andare al pronto soccorso per far visitare i propri figli (non più in età da pediatra).
«Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) è stato riaperto l'ingresso pedonale al pronto soccorso», annuncia Sandra Rossi, direttrice del dipartimento emergenza-urgenza e direttrice sanitaria del Maggiore. Una riapertura che dovrebbe archiviare le attese al freddo in quella che, per paradosso, viene definita «camera calda». Poi una precisazione doverosa: la presa in carico dei pazienti (triage) è affidata agli infermieri e non alle guardie giurate. Su questo punto la direttrice sanitaria promette una verifica interna, nel caso in cui qualcuno non abbia rispettato il proprio ruolo.
La denuncia
Lunedì sera, ore 20:40. Nella «camera calda» del pronto soccorso ci sono 20 persone in attesa di essere visitate. «Era la stessa guardia giurata che chiedeva alle persone in arrivo quale problema avessero (davanti a tutti senza un minimo di privacy) ed era lui a decidere la priorità di ingresso. Io sono rimasta basita», si legge nella lettera-denuncia inviata da una lettrice alla Gazzetta di Parma.
Ma perché era un vigilantes e non un infermiere a fare il triage? «La stessa guardia giurata mi ha detto che lui poteva tranquillamente valutare il problema di chi arrivava in quanto aveva fatto un corso di pronto soccorso e aveva tutti gli attestati in regola come infermiere. Ho trovato questa situazione veramente al limite dell’assurdo».
Un caso isolato? A quanto pare no. Ieri su Facebook un altro genitore, un papà questa volta, raccontava la sua odissea al pronto soccorso. Un'odissea durata sei ore, che si è conclusa senza che sua figlia venisse visitata. Un'odissea al freddo, tra i gas di scarico delle ambulanze e con il solito vigilantes a gestire il pre-triage.
La replica
«Al pronto soccorso sono in corso lavori, non più rinviabili, per ammodernare un intero emiciclo. Al fine di garantire l’assistenza ai pazienti h24 si sono rese necessarie temporanee modifiche agli ingressi pedonali e alla collocazione del triage, che in parte sono rientrate», chiarisce la direttrice sanitaria, Sandra Rossi.
La riapertura, avvenuta ieri mattina, dell’ingresso pedonale del pronto soccorso che accede direttamente alla sala d’attesa, dovrebbe migliorare la situazione per i pazienti, ricorda sempre Rossi, in quanto non dovranno più passare dalla «camera calda» delle ambulanze.
Per quanto riguarda la questione del pre-triage svolto dalla guardia giurata, Sandra Rossi non ci gira intorno: «Faremo delle verifiche interne». E poi ribadisce: «Il compito della vigilanza è quello di garantire la sicurezza in locali in cui si sono verificate aggressioni al personale o intemperanze». Stop.
«Per quanto riguarda la presa in carico dei pazienti, preciso a chiare lettere che il triage viene fatto nelle tre postazioni dedicate da personale infermieristico qualificato e appositamente formato, in base all’ordine di arrivo degli utenti». Un'ultima precisazione: «La postazione del triage tornerà nella collocazione originaria alla fine dei lavori». Intanto, chi può, evita il pronto soccorso.
Pierluigi Dallapina
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata