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IL CASO

La Valtaro e la Valceno ancora una volta senza internet e telefono

La Valtaro e la Valceno ancora una volta senza internet e telefono

di Monica Rossi

02 Dicembre 2025, 03:01

L’intera alta Val Taro e Val Ceno, da Berceto fino a Tornolo, è interessata da giorni da un blackout delle comunicazioni.

Non solo connessioni internet inesistenti, ma anche telefonia fissa e mobile sono fuori uso: una situazione che sta mettendo in seria difficoltà cittadini, imprese, servizi e strutture pubbliche.

Per il sindaco di Bedonia Gianpaolo Serpagli il quadro è «insostenibile» al punto da richiedere l’invio immediato di una pec a Telecom Italia dove sottolinea come il disservizio comporti un completo isolamento di tutti i cittadini. Ma non solo: «riguarda le Guardie mediche, che sono tornate a utilizzare i ponti radio, i servizi di pagamento elettronici, gli sportelli Atm, le banche e gli uffici postali».

Un’emergenza che pesa ancora di più vista la composizione demografica del territorio, dove vivono molte persone anziane. Purtroppo, quanto sta accadendo non è un episodio isolato.

«Il problema del digital divide in montagna – denuncia Serpagli - è annoso ed è stato più volte segnalato, anche al di fuori delle situazioni di emergenza. L’infrastruttura è datata, in alcuni casi penzolante lungo le strade. Basta una pioggia anche lieve, la caduta di una pianta o un piccolo smottamento perché alcune parti del territorio restino isolate».

Il sindaco ricorda che nel tempo è stato avviato un confronto con i referenti regionali di Telecom, che hanno «dimostrato disponibilità ed efficienza». Peccato che si sia poi scontrato con limiti strutturali e investimenti decisi a livello centrale.

«Per rispetto non ho mai reso pubbliche le rimostranze della mia amministrazione – puntualizza – ma ora sono costretto ad alzare la voce e a rendere pubblico il disagio».

La preoccupazione di Serpagli è che questa situazione finisca per vanificare il lavoro svolto per contrastare lo spopolamento delle aree montane. «Come amministratori, siamo impegnati da tempo per invertire il calo demografico con investimenti nel marketing territoriale, sulla viabilità e in campagne di contenimento dei costi dei servizi per l’infanzia. Sforzi che hanno dato risultati: sono aumentate le presenze, gli acquisti di immobili e il numero dei bambini nei nostri asili». Risultati che rischiano di essere compromessi per l’assenza di servizi considerati ormai essenziali. «La credibilità conquistata rischia di diventare vana se non riusciamo a garantire almeno un livello minimo di connessione, in un territorio che oggi si vede privato perfino della linea fissa», chiosa Serpagli. Che infine lancia un appello alle istituzioni e ai gestori delle reti affinché, per gli investimenti sull’infrastruttura, si passi «dalle parole ai fatti».

Monica Rossi

© Riproduzione riservata

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